sabato 30 marzo 2013

Fusione Fredda, alcuni estratti dal libro "Scoperte scientifiche non autorizzate" + video



"Per produrre energia, le centrali nucleari tradizionali utilizzano esclusivamente la tecnologia a fissione, una tecnica che sfrutta l'instabilità naturale dei nuclei atomici di materiali radioattivi e pericolosi come l'uranio, il plutonio e il torio. I loro nuclei, caratterizzati da un alto numero atomico ("pesanti"), una volta "spezzati" artificialmente vanno a formare nuovi nuclei più "leggeri" (dal numero atomico minore). Tale diminuzione di massa totale comporta la liberazione di una grande quantità di energia termica, che viene poi utilizzata per scaldare l'acqua di gigantesche turbine a vapore collegate a degli alternatori. Questo è il modo in cui oggi viene prodotta l'energia elettrica dalle più moderne centrali nucleari, impianti dal costo e dal volume faraonico che, oltre a costituire una seria minaccia per la salute e l'ambiente, producono scorie radioattive quasi impossibili da smaltire.
Nelle reazioni di fusione, invece, i nuclei di atomi stabili (non radioattivi) con basso numero atomico, come per esempio quelli dell'idrogeno, del deuterio o del trizio, si fondono dando origine a nuclei più pesanti. Quando ciò si verifica viene rilasciata una notevole quantità di energia termica (molto superiore a quella rilasciata nella fissione, a paritàa parità di numero di reazioni nucleari coinvolte) senza alcuna produzione di scorie radioattive. La tecnologia a fusione fredda, peraltro, non richiede grandi investimenti e può essere utilizzata nella massima sicurezza da impianti di dimensioni ridottissime."

"Le possibili applicazioni della fusione fredda non si limitano solo al campo dell'energia. Nel 1997, infatti, un gruppo di ricercatori di Cincinnati riuscì a trasmutare completamente 100 mg di nitrato di torio (il torio è un elemento radioattivo che decade in miliardi di anni), generando alementi di massa inferiore come il rame (90 mg) e il titanio (10 mg). La sperimentazione si svolse impiegando una cella elttrolitica a 130°C e 3 atmosfere di pressione, elettrodi di zirconio e corrente alternata di appena 5o Hz (la stessa frequenza della rete elettrica italiana). Questi risultati sono stati poi confermati anche dal ricercatore italiano Francesco Celani dell'INFLN-LN di Frescati (Roma). Ciò significa che gli straordinari processi di trasmutazione del materiale radioattivo ottenuti con la fusione fredda possono essere utilizzati con successo anche per rendere inerti le pericolose scorie nucleari delle centrali a fissione."

"Come esempio del pesante controllo esercitato dai grandi monopolisti sulle risorse del globo è possibile citare l'emblematico caso italiano di Enrico Mattei, il presidente dell'Agip assassinato nel 1962 con una bomba sul suo aereo. Mattei prima di morire aveva dichiarato pubblicamente di aver ricevuto numerose pressioni e avvertimenti per cambiare la strategia commerciale dell'Agip (che all'epoca era un ente statale), comprando il greggio dalle "Sette sorelle" del petrolio. Ciononostante egli fece di tuto per abbassare il costo dell'energia per le famiglie italiane, prendendo accordi dietti con i paesi produttori del Medio Oriente. La determinazione con cui cercò di realizzare l'interesse pubblico lo condusse alla morte."

"Il 28 febbraio 2010 il fisoco Sergio Focardi (professori emerito dell'Alma Mater) e l'ing. Andrea Rossi pubblicarono un interessante articolo sul Journal of Nuclear Physics dal titolo A new energy source from nuclear fusion (Una nuova fonte di energia della fusione nuclerae), in cui annunciarono il loro imminente brevetto di un reattore a fusione fredda ad alto rendimento energitico. Il 14 gennaio 2011 il reattore Rossi-Focardi, da loro denominato "catalizzatore di energia" (energy catlyzer, in breve E-Cat), è stato sottoposto all'attenziano di uan piccola platea di esperti (tra cui Francesco Celani dell'INFN di Frascati) all'interno di un capannone industriale in via dell'Elettricista, a Bologna.(…) Secondo i costruttori, il reattore è alimentato da barre di nichel immerse nell'idrogeno e produrebbe, come minimo, una quantità di energia circa 20 volte superiore a quella necessaria per il suo funzionamento. E' bene precisare però che i giornalisti e i fisici supervisori presenti al convegno (…) hanno potuto misurare solo la quantità di energia in entrata e in uscita, ma non anche all'interno del dispositivo. L'invenzione infatti è ancora coperta da segreto industriale e quindi è stata presentata a "scatola chiusa", in attesa della concessione del brevetto. Durante l'esperimento i professori dell'università di Bologna estranei al progetto hanno comunque misurato un consumo di circa 600 Wh a fronte di una produzione di circa 12.000 Wh, un risultato che, se verrà confermato anche a catalizzatore "aperto", è a dir poco straordinario."

"L'unico elemento dell'atomo che possiede una massa (energia soggetta ad attrazione gravitazionale) è il suo centro, ovvero l'interno del nucleo, in cui l'energia è tenuta concentrata dalla forza d'interazione nucleare forte, il cui valore è circa 100 volte superiore a quello della forza elettromagnetica. Ciò significa che l'atomo per circa il 99% del suo volume è "vuoto", poichè il suo "guscio esterno" è in realtà solo un campo di forza elettromagnetico prodotto da una nube elettronica che orbita intorno al nucle. Di conseguenza, la materia così come la percepiamo attraverso i sensi è solo un'illusione generata dai diversi stati di energia."

 Pt.1

 Pt.2

venerdì 29 marzo 2013

Estratti dal libro "Alberi Sacri " di Mario Pianesi-Sergio Guidi-Andrea Gulminelli-Domenico Plauto Battaglia-Franco Tassi



1. Memoria:l'albero secolare ci ricorda perennemente il passato.da dove viene tutto il presente; passato da rispettare e proteggere, indispensabile per la sopravvivenza umana.
2. Ammirazione: l'albero secolare è da ammirare, ancora di più dell'albero comune, per la sua capicità di mantenersi nel tempo, aiutandosi e aiutando a continuare il percorso della vita.
3.Amore: l'albero secolare in ogni momento della sua esistenza ci ha dato ossigeno e altri elementi indispensabili per la vita, per un buon pensare parlare e agire; donando senza chiedere altro che il proprio rispetto.
4.Comprensione:per l'uomo normale è semplice comprendere che la vita di tutto il mondo animale e umano dipende dal mondo vegetale; mantenere in vita l'albero secolare equivale a mantenersi in vita.
5Giustizia:l'albero secolare ha svolto la sua missione di vita e avere cura di lui equivale ad avere cura di noi stessi, mantenerlo è mantenersi , curarlo è curarsi, comprenderlo è comprendersi, giudicarlo è giudicarsi.

Negli ultimi anni è stata verificata una forte diminuzione del numero delle api: le cause sono da attribuirsi all'uso indiscriminato dei pesticidi in agricultura, all'inquinamento , ai cambiamenti climatici, alle malttie che hanno falcidiato in breve tempo circa la metà delle api italiane.
E' un vero disastro ambientale ed economico: se pensiamo al ruolo indispensabile di questi insetti e al benificio per la produzione agricola che deriva da una buona impollinazione, il danno è quntificabile in circa 1600 milioni di euro l'anno /pari a circa 1240 euro per ogni alveare). Nel 2007 sono stati perduti 200.000 alveari in italia, con un danno economico di circa 250 milioni di euro. La moria delle api in europa si aggira sul 30/50%, mentre negli stati uniti la situazione è ancora più grave con perdite che arrivano al 70%.

Il consumo dell'ossigeno presente nell'atmosfera,per effetto delle varie attività dell'uomo, è andato aumentando velocemente negli ultimi decenni e parallelamente anche la produzione di anidride carbonica (causa dell'effetto serra), un trend che pare oggi inarrestabile per il prossimo futuro. La percentuale di ossigeno nell'atmosfera è di circa il 21%; i nostri polmoni, però,non riescono più ad assorbirlo se questa quantità scende al di sotto del 16/17%. Quindi anche una lieve diminuzione percentuale può rendere più difficile la respirazione e quindi la vita. Poichè l'unica fonte che invece produce ossigeno sono le piante verdi e quindi anche gli alberi, rispettare i boschi e le aree verdi e piantare nuovi alberi è una buona risposta ai cambiamenti climatici in atto.

Le funzioni ecologiche del bosco e degli alberi sono diverse:
1idreologica: riduce l'erosione del suolo,regola il deflusso idrico,conserva le falde acquifere e alimenta le sorgenti.
2 igienico sanitaria e ambientale:regola l'equilibrio ossigeno_biossido di carbonio nell'aria, filtra e abbatte gli inquinanti gassosi e i particolati,assorbe e riduce la radioattività, contiene l'inquinamento acustico, depura le acque.
3turistico ricreativa:migliora la qualità del paesaggio e del microclima e si caratterizza per la capacità rilassante sul sistema neurovegetativo.
4ecologica: conserva il patrimonio genetico di animali e vegetali a rischio di estinzione.

Se gli abitanti della terra piantassero più alberi, il pianeta potrebbe essere salvato. Questo è il messaggio di Wngari Maathai, insignita nel 1994 del premio nobel per la pace,avendo promosso l'impianto in kenya di 30 milioni di alberi per combattere la desertificazione. Con un miliardo di alberi in più si assicurerebbe l'assorbimento di ben 250 milioni di tonnellate di CO2,riducendo sensibilmente l'effetto serra. Per tutti i paesi più ricchi, civili e progrediti,ecco una lezione esemplare dall'africa.

Alberi e cibo: alberi e uomini fanno parte di una vita in comune, la vita è una sola e unica. Gli alberi sono come fratelli per l'uomo e vanno amati e tutelati; chi pianta gli alberi ama gli altri, oltre che se stesso. L'albero da frutto è un gesto d'amore e generosità da parte della natura verso l'uomo; l'albero immobile come un eremita concentra le energie cosmiche, trasformando il divino in bellezza, linfa vitale in comunione con l'universo.


olivo 3800 anni

Gli esperti hanno constatato che un albero di 100 anni, valutato in termini di produzione di ossigeno, vale molto di più di 2 alberi di 50 anni e, più si scende, più la proporzione non è artimetica, nel senso che, al limite, per ottenere lo stesso effetto di un albero secolare occorrono ben 1.800 giovani alberi.

L'uomo non è carnivoro ma purtroppo oggi la tendenza è quella di consumare sempre più carne. L'aumento della popolazione mondiale fa si che ci sarà in futuro sempre più bisogno di terreni per l'agricoltura dai quali trarre il cibo necessario. I cereali sono il cibo ideale per l'uomo e la loro produzione non richiede un elevato apporto di energia come invece avviene per le carni: per produrre 1 kg di carne bovina occorrono oltre 7 kg di cereali. Inoltre un capo bovino da latte produce ogni anno circa 100 kg di metano per fermentazione ruminale e 44 kg per stabulazione (1 kg di metano è uguale a 23 kg di CO2). I bovini concorrono a scaldare il pianeta : oggi ci sono nel mondo 1,4 miliardi di capi, il quadruplo di un secolo fa.

Con questo tasso di impoverimento delle biodiversità vegetale nei prossimi decenni una grande percentuale delle forme viventi del pianeta potrebbe estinguersi.

Alberi e vita: distruggere i patriarchi e gli alberi in genere è molto più grave che uccidere un animale: i vegetali infatti sono il primo anello della catena alimentare; senza di essi non ci sarebbe vita sulla terra, non potrebbero vivere nè gli animali nè l'uomo stesso.

I patriarchi sono le piante più vecchie , possono avere anche migliaia di anni; da loro sono nati gli alberi che ci stanno attorno : essi hanno storie fatte di gioie e dolori come quelle degli uomini, scritte negli anelli del legno; per capirle bisogna saperle ascoltare.

I consumatori, orientando i loro acquisti , hanno la possibilità di decidere il futuro dell'agricoltura, ma anche di consentire il mantenimento della biodiversità rurale. Molte varietà di prodotti ortofrutticoli si sono estinte perchè nessuno le richiedeva più sul mercato..........Il consumatore deve essere educato a riconoscere i prodotti per la loro qualità e genuinità;quindi scegliere il cibo con la testa non solo con gli occhi.

Rispettare la natura significa anche adottare comportamenti quotidiani ecocompatibili,quali ad esempio: il risparmio dell'energia (combustibili, carburanti elettricità, gas etc.) il consumo razionale delle risorse primarie (come l'acqua), l'uso di prodotti biodegradabili e meno inquinanti (imballaggi, detergenti, etc.), la riduzione degli sprechi, la minor produzione di rifiuti e il coretto smaltimento degli stessi(p.es. con la raccolta differenziata):


castagno 3000 anni

"Come cambiare il sistema" Manitonquat






Ho parlato tanto con studenti delle superiori e dei college. Viaggio per tutto il Nord America e l'Europa, avvicinandomi soprattutto ai giovani. Questi sono idealisti, sanno come dovrebbe essere il mondo. Non gli piace quello che stanno ereditando, ma hanno solo tre opzioni. La prima è quella che viene insegnata: unirsi al sistema, conoscerlo bene, avere successo e lavorare per cambiarlo "da dentro". Ma i ragazzi sono intelligenti. La maggioranza di essi sa che qualsiasi rapporto venga fatto internamente al sistema non lo cambierà di molto. I più hanno già abbandonato ogni speranza e scelgono di prendere quello che possono, quando possono.

La seconda opzione è cercare di dimenticarsi tutto. Ciò include ogni tipo d distrazione ossessiva: automobili, videogiochi, sesso o annientamento titale: alcool, droghe, suicidio. E questa purtroppo è la risposta di troppi giovani. Di chi si sente completamente impotente.
C'è ancora un ristretto numero di essi che scelgono la terza opzione, cercare attivamente di cambiare il sistema, protestando, dimostrando ed erigendo barricate di resistenza. Ma anche qui si insinua un senso di frustrazione e molti ritornano al sistema dopo un breve periodo di "attivismo".
Quando parlo ai giovani, il mio messaggio contiene altre opzioni. In particolare, mi soffermo su un'alternativa che generalmente non viene insegnata nelle scuole, nè diffusa dai mass-media come possibilità di cambiamento. Consiste nel creare una società concorrente ai sistemi che fanno parte della civiltà contemporanea, cercare di rimanerne al di fuori il più possibile, avvicinandoci a essi solo quando è necessario o ci fa piacere, nel modo più pacifico e positivo possibile. 

Tratto da "Cambiare il mondo" di Manitonquat

Lo Sfidante (Film integrale)


mercoledì 27 marzo 2013

Alchimia Spagiria

L'etimologia corrente fa derivare il termine "Spagiria" dall'unione di due verbi greci: SPAO SPAO (che significherebbe dividere) e AGHEIRO AGHEIRO(unificare, congiungere).
SPAO, in realtà, non significa "dividere", bensì "estrarre", "tirar fuori"; inoltre quando si formano termini nuovi partendo dalla lingua greca, non si trova mai un omicron finale che si congiunga con un alfa iniziale senza che l'alfa venga tramutata in una "e" o in una "i".
Quindi si dovrebbe dire SPAEGHIRIA, SPAIGHIRIA, o qualcosa del genere.
Il termine "spagirico" fu coniato, secondo i suoi stessi discepoli, da Paracelso, quando (senza nulla togliere al realismo dei suoi insegnamenti, alla sua importanza in campo sociale, medico, storico, iniziatico, ecc.) sappiamo benissimo che Egli non conosceva il greco, conosceva poco e male il latino e scriveva per lo più nella lingua corrente del tempo.

Non sappiamo realmente chi abbia coniato questo termine (Trimemio Abate di Spanheim? Un altro dei maestri di Paracelso? ... o viene da più lontano?) ma comunque forse esso trova la sua radice etimologica nei termini "spao" e "geros" o "geras"1.
Il termine "spao" significa estrarre (l'estrazione è una separazione). Il termine "geras " GERAS simile a "geros" GEROS "indica il dono divino", "vecchio di anni e di esperienza" e, per estensione, "divino", "il più antico" (l'Archetipo), ecc...

Questo termine viene utilizzato per esempio nella formazione della parola "GEROGLIFICO" (da "geros" e "gliphos" cui diamo il significato di "glifi divini").

Si è indotti a pensare che la parola spagirico sottintenda anche un altro significato oltre al "solve et coagula", ovvero: "estrarre i doni divini", "estrarre ciò che è vecchio di anni e di esperienza", "estrarre ciò che è Divino", estrarre l'archetipo (per Paracelso "l'Archeo" o "Archeus").

Da questa prima osservazione si può notare come in Spagiria non si voglia estrarre alcunché di materiale ma proprio ciò che vi è di divino nella pianta o nell'Individuo di Natura2 che si va alchemizzando.

 Il termine "alchimia" indica direttamente L'Egitto essendo "al" l'articolo "il", "lo", "la" in Arabo e KEMI1 il nome con cui fu designata la Terra d'Egitto.


T
Determin.
I M KM

Gli Alchimisti vorrebbero quindi elaborare un ente di natura estraendone i doni divini alla maniera degli Egizi. Si vuole estrarre da questo o quell'Individuo di Natura ciò che Paracelso definisce "archeus", quindi non un "principio attivo" della pianta ma la sua anima, la sua forza vitale, l'archetipo che sta dietro la manifestazione fisica e che conduce in manifestazione.
Km Possiamo osservare nella costruzione della parola il geroglifico "km" che Secondo il dottor Angelini rappresenta "il forno a riverbero" che è necessario per raggiungere le alte temperature per calcinare i metalli. Secondo l'egittologia corrente rappresenta una scaglia di pelle di coccodrillo. Indicherebbe dunque qualcosa di duro e resistente.
m Vediamo poi la ripetizione della lettera "m" attraverso il geroglifico della "civetta" che indica l'interiore, e per esteso il notturno, l'invisibile, l'anima.
i Segue il geroglifico della "penna di bambù" che serviva per scrivere sul papiro, per fissare "nero su bianco", per firmare, ecc...
t Vi è poi il geroglifico del "percorso del sole all'orizzonte", che indica qualcosa che, con una certa elasticità determina una posizione ben precisa: da circa Est a circa Ovest.
Determinativo In ultimo il determinativo di luogo, città, posto.
Potremmo interpretare: "quel luogo ben preciso dove si fissano le anime per mezzo di cottura ad alta temperatura". Oppure "quel luogo ben preciso dove si fissano le anime rendendo duro il loro involucro". Questa frase non è molto chiara sul piano logico ma analogicamente può avere un suo senso. "Salvare la pelle" è ancora un modo di dire "sopravvivere". Ci sono anche altri modi di dire come "avere la pelle dura", ecc. Saremo più chiari in proposito nelle varie spiegazioni riguardo l'anima Ka o anima fissa o del Sale dei Filosofi.


sabato 23 marzo 2013

"L'AMORE E' UN FIORE RARO" OSHO (VIDEO)


Genepax auto ad acqua (Video)


In tempi di crisi energetica e di prezzi incredibili per i combustibili fossili, presi giusto in mezzo tra i ruggiti di una vecchia economia e i desideri di rivoluzione tecnologica e ambientale, in quanti non hanno sognato di vivere in un mondo senza inquinamento e ad energia illimitata? Pensate se le auto potessero viaggiare ad acqua anziché a benzina! E se fosse possibile? La società giapponese Genepax ha depositato la domanda di brevetto per un motore elettrico alimentato ad acqua. E quando dico “acqua” intendo dolce, salata o piovana. Ha il sapore di una rivoluzione, l’annuncio fatto dalla società giapponese; se tutto verrà confermato, dopo un immancabile lunga fase industriale post-prototipo, potrebbe essere una pensata destinata a stravolgere l’ordine attuale delle cose.
Kiyoshi Hirasawa, CEO dell’azienda ,ha dichiarato che il motore, con un solo litro di acqua, sarebbe in grado di far viaggiare un’auto per circa un’ora a 80 km orari. Il motore funziona grazie a un generatore che converte in energia elettrica l’acqua versata nella tanica, posizionata sulla parte posteriore dell’auto, secondo quanto ha spiegato Hirasawa all’emittente di Tokyo.
‘Non c’è bisogno di costruire un’infrastruttura per ricaricare le batterie, come avviene di solito per la maggior parte delle auto elettriche’, ha aggiunto Hirasawa.
Hirasawa ha ammesso che l’applicazione pratica non è nel futuro immediato e spera che il brevetto sia di interesse delle grandi case automobilistiche giapponesi. Serve ancora una fase di sviluppo e bisogna sperare che almeno uno dei grandi produttori creda in questa prospettiva.

Fonte:  



Genepax Co Ltd explained the technologies used in its new fuel cell system "Water Energy System (WES)," which uses water as a fuel and does not emit CO2.
The system can generate power just by supplying water and air to the fuel and air electrodes, respectively, the company said at the press conference, which took place June 12, 2008, at the Osaka Assembly Hall.

Concetto di vicinanza tratto dal libro "Cambiare il mondo" di Manitonquat




"Io sarei interessato a sapere come funziona questo concetto di vicinanza che per voi sembra essere centrale".
"Bene, ma prima dimmi cosa ne pensi di questo concetto".
"Beh... ho pensato che sarebbe bello vivere in una comunità dove tutti cooperano e si aiutano a vicenda. Ma la mia esperienza con la gente è che ognuno pensa a se stesso. Io non vorrei essere così vicino alla gente tutto il tempo. Io amo il mio spazio".
"Tutti amano il proprio spazio, esigenza anche qui rispettata, solo che se non vieni agli incontri previsti, veniamo a vedere come stai, ma soltanto per essere sicuri che va tutto bene e non ti occorre alcun aiuto".
"Questo è bello. A volte vorrei avere più amici, ma francamente non trovo molte persone che mi piacciono di cui mi possa fidare".
"Capisco. Ma questo è l'effetto del sistema che ci isola e ci mette in competizione per sopravvivere. Qualcuno dei fondatori ha conosciuto l'esperienza di vecchie comunità rurali e villaggi tribali dove ognuno sapeva tutto di tutti, lavorando e giocando insieme fin dalla nascita. Avevano realizzato che quando le persone vivono in intimità e non sono minacciate, ma si sostengono a vicenda, sono rilassate, amichevoli, giocose e di buon umore in maniera naturale. Stiamo solo cercando di permettere la vicinanza che è naturale tra gli esseri umani, e troviamo che in realtà per noi funziona bene. Non ci innamoriamo l'un l'altro a prima vista, ma ci ricordiamo come da bambini eravamo buoni, e che gli schemi che non ci piacciono in noi e negli altri sono stati modellati da un sistema che aveva bisogno di controllarci, così noi ci prendiamo il tempo per ascoltarci con rispetto e per conoscerci. 
Più ci conosciamo e più ci comprendiamo, e quando capiamo qualcuno cominciamo ad amarlo. Non c'è niente da fare. E' umano.

Tratto dal libro "Cambiare il Mondo" Manitonquat

mercoledì 20 marzo 2013

EFT (Video)


La naturale tendenza di una stella é splendere; quella di un essere umano é evolvere.
Ho incontrato EFT nel 2003, durante un viaggio negli Stati Uniti. Da allora questo metodo mi aiuta e mi supporta nel compiere quello che sento essere il mio scopo su questo pianeta: evolvere. Peraltro, penso di essere in buona compagnia: qualsiasi cosa nell’Universo ha il medesimo scopo, ovvero divenire maggiormente cosciente. E sì che all’inizio pensavo che EFT fosse semplicemente una tecnica per stare meglio! Non sapevo cosa mi aspettava…
EFT (Emotional Freedom Techniques) è un metodo di auto-aiuto (e di guida) sviluppato nel 1995 dall’ingegnere californiano Gary Craig sulle basi di una tecnica chiamata TFT (Thought Field Therapy), dello psicoterapeuta Roger Callahan. EFT consente, attraverso l’auto-stimolazione di punti sul corpo, di trasformare pensieri, emozioni, sensazioni e comportamenti che limitano la piena espressione di sé. Il nome Tecniche di Libertà Emotiva è in realtà limitativo del potenziale di miglioramento personale che il metodo consente. Attraverso EFT possiamo strofinare la nostra personale lampada di Aladino, facendo emergere l’eccellenza che è in noi; è lì, a portata delle nostre dita!

Cosa può fare per me EFT?
Se ben appresa ed applicata, EFT permette di individuare e trasformare i blocchi (per la maggior parte inconsci) che limitano la naturale espressione dei propri talenti. Già, perché ogni creatura ha dei talenti ed il metterli in pratica serve non solo all’individuo, ma all’intero sistema che può alfine giovarsene. Quando una persona manifesta nella pratica il suo pieno potenziale, è una festa per tutti poiché ogni elemento dell’ambiente ne viene illuminato. EFT può aiutare a gestire stati emotivi difficili (paure, dipendenze, blocchi, ansie, “seghe mentali”), ad individuare e sciogliere i conflitti causa di molti sintomi fisici (EFT come rimedio psico-somatico e somato-psichico), a trasformare comportamenti indesiderati, a scoprire i propri talenti, a lasciar andare le ferite del passato, a focalizzare meglio il futuro, e tanto altro ancora.

Come funziona EFT?
Il metodo si basa sulla stimolazione di una serie di punti del corpo connessi con la rete dei Meridiani (Medicina Tradizionale Cinese) mentre l’attenzione viene posta sulla tematica da risolvere. Si attivano i punti mentre si lasciano fluire i pensieri (e le sensazioni), descrivendoli opportunamente con parole o frasi. EFT aiuta il praticante a far luce sulle problematiche, ad uscire dallo stato ipnotico nel quale spesso le si vive e ad ampliare il punto di vista. Ciò grazie al fatto che la stimolazione dei punti innesca catene di reazioni a livello energetico e neurale, tali che la tematica si trasforma letteralmente sotto i suoi occhi. Generalmente questa velocità la si raggiunge dopo abbondante formazione e pratica. In questi anni sono nati altri metodi che ben si integrano con EFT, aumentandone notevolmente l'efficacia. Approcci quali LOGOSINTESI, AGER, SET, PET permettono di espandere il campo d'azione di EFT, e di velocizzare il cambiamento interiore ed esteriore. Nel sito trovi informazioni anche su questi metodi.

Come posso apprendere EFT?
Come prima cosa, scarica il LIBRO GRATUITO ed il VIDEO GRATUITO. Leggi gli articoli presenti sul sito. Guarda nel CALENDARIO ATTIVITA’, trovi le date dei diversi SEMINARI che fanno parte del PERCORSO DIDATTICO. Trovi anche dei corsi speciali, tenuti da altri esperti di fama (ed esperienza) mondiale ed organizzati da DAINAMI.
E se volessi apprendere individualmente, o lavorare su una tematica con un esperto?
Contatta Andrea Fredi per una lezione individuale, anche via Skype. Oppure rivolgiti ai molti OPERATORI presenti in Italia.
E se poi EFT mi aiuta davvero, togliendomi le scuse che normalmente adotto per potermi lamentare* e rompere i torroni alla gente?
La paura di cambiare ti fermerà prima, portandoti a non usare EFT oppure ad applicarla in modo superficiale, così che non avvengano vere trasformazioni interiori. E potrai sempre lamentarti per il fatto che, con te, nemmeno EFT funziona!



Qui il video con la spiegazione pratica

martedì 19 marzo 2013

La Nuova Medicina Germanica



La Nuova Medicina Germanica (come si chiama adesso), che ho scoperto nel 1981, è una scienza severa che contiene solo 5 leggi biologiche della natura (e nessuna ipotesi), con le quali si può riprodurre in modo severamente scientifico ogni caso clinico.

La Nuova Medicina Germanica Biologica descrive esattamente il contesto medico biologico dell’organismo vivente come unità di psiche, cervello e organo.

Tutti i processi da psiche e organo sono connessi al cervello dove vengono coordinati.

Il cervello è per così dire il computer del nostro organismo, la psiche diventa il programmatore, corpo e psiche diventano l’organo esecutore del computer sia nella programmazione ottimale sia nella programmazione disturbata.

Questo naturalmente è valido anche per le cosiddette malattie, perché queste fanno parte di un programma Speciale Biologico Sensato della natura (SBS) che normalmente è bifasico.
La 1° Legge della Natura

La legge ferrea del cancro: i 3 criteri:
1° Criterio
Ogni programma speciale biologico sensato (SBS) nasce con una DHS (sindrome di Dirk Hamer), cioè con un singolo evento scioccante, conflittuale, che da la sensazione di isolamento psichico, molto grave, altamente acuto/drammatico, contemporaneamente sui tre livelli:
1. nella psiche
2. nel cervello
3. nell’organo

La DHS è uno shock conflittuale, vissuto con sensazione di isolamento, grave, altamente acuto/drammatico che coglie l’individuo "sul piede sbagliato", ma contemporaneamente è una possibilità, un’occasione della natura di eliminare l’inconveniente che permette di superare la situazione improvvisamente sopraggiunta. Perché è in questo momento che si innesca un programma speciale, praticamente in sincronia nella psiche, nel cervello e nell’organo ed è constatabile in ognuno di essi, visibile e misurabile! E’ anche sempre un esperienza fulminante conflittuale e non invece un colpo del destino ne un evento che la persona colpita può in qualche modo cambiare.

mercoledì 13 marzo 2013

stanley mayer e la macchina ad acqua (video)




Stanley Allen Meyer (24 agosto 1940 – 21 marzo 1998) è stato un inventore statunitense.



Il caso della macchina ad acqua

Meyer si disse convinto della possibilità di realizzare una macchina a moto perpetuo, che se dotata dei dispositivi giusti, avrebbe potuto utilizzare l'acqua come combustibile anziché la benzina. La pila a combustibile sarebbe stata in grado di dividere i due componenti dell'acqua: idrogeno e ossigeno. Il primo sarebbe stato quindi consumato per generare energia, portando al processo della ricostituzione delle molecole d'acqua. Secondo Meyer, il rivoluzionario dispositivo avrebbe richiesto meno fabbisogno energetico di quanto previsto o misurato dai parametri convenzionali per lo svolgimento dell'elettrolisi. Se svolto come specificato da Meyer, il dispositivo avrebbe violato la prima e la seconda legge della termodinamica, divenendo una macchina a moto perpetuo.[1] [2]
Comunque, le dichiarazioni di Meyer circa la sua "cella a combustibile ad acqua" e la sua macchina furono portate a processo ad una corte dell'Ohio nel 1996, dove furono bollate come fraudolente. [3] Fatto sta però, che la sua auto ad acqua percorse quasi 200 km....

 Morte

Stanley Meyer morì il 21 marzo 1998 dopo aver pranzato in un ristorante. Secondo quanto rivelato dall'autopsia effettuata sul corpo dal coroner della contea di Franklin (Ohio), Meyer morì di aneurisma cerebrale. Attorno la morte prematura dell'inventore sono sorte diverse teorie cospirazioniste, che la reputano avvenuta in seguito ad un avvelenamento nel contesto di una soppressione dell'energia alternativa, accreditandone la responsabilità alle compagnie petrolifere (lobby del petrolio) o al governo statunitense, o a tutti e due insieme. [1][2][4]
I brevetti di Meyer sono disponibili in rete [5], sebbene non ci siano state verifiche per accertarne l'effettiva credibilità di tali scoperte.

Fonte :
http://it.ekopedia.org/Stanley_Meyer