lunedì 17 giugno 2013

Estratti dal libro "Il piccolo principe " di Antoine de saint-exupery



Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai : " Qual'è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?"

 "E tu credi, tu, che i fiori..." "Ma no! Ma no! Non credo niente! Ho risposto una cosa qualsiasi. Mi occupo di cose serie, io!" Mi guardò stupefatto. "Di cose serie!" Mi vedeva col martello in mano, le dita nere di sugna, chinato su un oggetto che gli sembrava molto brutto. "Parli come i grandi!" Ne ebbi un pòdi vergogna. Ma, senza pietà, aggiunse: "Tu confondi tutto... tu mescoli tutto!" Era veramente irritato. Scuoteva al vento i suoi capelli dorati. "Io conosco un pianeta su cui c'è un signor Chermisi. Non ha mai respirato un fiore. Non ha mai guardato una stela. Non ha mai voluto bene a nessuno. Non fa altro che addizioni. E tutto il giorno ripete come te: " Io sono un uomo serio! Io sono un uomo serio!" e si gonfia di orgoglio. Ma non è un uomo, è un fungo!" "Che cosa?" "Un fungo!" Il piccolo principe adesso era bianco di collera. "Da migliaia di anni i fiori fabbricano le spine. Da migliaia di anni le pecore mangiano tuttavia i fiori. " E non è una cosa seria cercare di capire perchè i fiori si danno tanto da fare per fabbricarsi delle spine che non servono a niente? Non è importante la guerra fra le pecore e i fiori? Non è più serio e più importnate delle addizioni di un grosso signore rosso? E se io conosco un fiore unico al mondo, che non esiste da nessun altra parte, altro che nel mio pianeta, e che una piccola pecora può distruggere di colpo, così un mattino, senza rendersi conto di quello che fa, non è importante questo!" Arrossi, poi riprese: " Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda." E lui si dice: " il mio fiore è là in qualche luogo." "Ma se la pecora mangia il fiore, è come se per lui tutto a un tratto, tutte le stelle si spegnessero! E non è importante questo!" 

Disse la volpe."Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". "L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe, per ricordarselo. 

E capii quello che avevo cercato! Sollevai il secchio fino alle sue labbra. Bevette con gli occhi chiusi. Era dolce come una festa. Quest'acqua era ben altra cosa che un alimento. Era nata dalla marcia sotto le stelle, del canto della carrucola, dallo sforzo delle mie braccia. Faceva bene al cuore, come un dono. 

"Da te, gli uomini", disse il piccolo principe, "coltivano cinquemila rose nello stesso giardino... e non trovano quello che cercano..." "Non lo trovano", risposi. "E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa e in un pò d'acqua..." "Certo", risposi. " E il piccolo principe soggiunse: "Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore".

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