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lunedì 6 aprile 2015
sabato 12 ottobre 2013
Estratti dal libro "Scoperte scientifiche non autorizzate" di Marco Pizzuti
Ripercorrere quindi passo dopo passo la vita e le opere di questo scienziato dimenticato servirà a fare finalmente luce su alcune tecnologie nascoste per motivi di elitario interesse. Misteri ufficialmente irrisolti come i cosidetti velivoli UFO dei nazisti, lo sviluppo delle armi geofisiche, del sistema HAARP o l'imbrigliamento dell'energia del vuoto, assumono infatti una veste scientifica non appena si viene a conoscenza degli studi compiuti da Nikola Tesla. Non si tratta tuttavia dell'unico caso di scienza soppressa...
Studiando inve il comportamento delle frequenze estremamente basse (ELF) Tesla si rese conto che la frequenza di risonanza della Terra era uguale a quella di risonanza dello spazio compreso tra la superficie terrestre e la ionosfera (per circa 70/80 Km da terra) fissandole quindi entrambe a circa 8 Hz (...) Le sue sperimentazioni si estesero fino fino a comprendere tutti i tipi di frequenze, comprese quelle utilizzate naturalmente dal corpo umano. Giunse così ad individuare anche gli effetti biologici positivi e negativi prodotti dai campi elettromagnetici sull'uomo. Studiò in particolar modo le frequenze dello spettro gamma bassa, dette ELF (8-20 Hz), VLF (20-100 Hz), e concluse che le onde ELF molto basse, da 4 a 7 Hz, sono altamente dannose all'attività bioelettrica del cervello. mentre altre leggermente più alte ne favoriscono il rilassamento (8Hz) e il benessere.
L'armosfera dello strato più basso, pur essendo un isolante perfetto, sotto l'effetto della grande forza elttromotrice prodotta dalle bobbine di Tesla conduce liberamente la corrente. Tesla notò che la conduttività cresceva molto rapidamente con il rarefarsi dell'atmosfera e con l'aumento delle tensioni elettriche arrivando fino al punto di lasciar scorrere la corrente come se osse un filo di rame. Telsa affermò di avere dimostrato in maniera inconfutabile come enormi quantità di energia elettrica potevano essere trasmesse agli strati più alti dell'atmosfera senza limiti di distanza. Nell'articolo comparso sull'Electrical Review del 29 marzo 1899, Tesla manifestò addirittura il timore di poter incendiare l'atmosfera durante i suoi esperimenti con grandi potenze elettriche. Sapendo quindi che la parte più bassa dell'atmosfera in condizioni normali è isolante, mentre quella più alta è conduttiva, Tesla ideò una tecnica per trasmettere e immagazzinare corrente su quest'ultima. Lo scopo era quello di rendere utilizzabile e accessibile questa corrente da qualsiasi altre parte del globo mediante l'uso di fasci di particelle conduttive posizionati a terra.
L'alta atmosfera, essendo caratterizzata dalla presenza di gas a bassa pressione, una volta ionizzata diviene un buon conduttore di elettricità. La porzione di alta atmosfera tra il trasmettitore e il ricevitore può quindi condurre corrente esattamente come un tubo al neon di proporzioni planetarie, a patto, ovviamente, che vi sia energia a sufficienza. Viceversa, la nostra Terra, che sappiamo possedere proprietà conduttrici (ottime a determinati voltaggi e frequenze), ha un raggio di circa 6000 km ed è circondata da un piccolo strato di bassa atmosfera che ha invece caratteristiche isolanti. Il nostro pianeta riceve molta energia dalle particelle cosmiche di cui è fatto bersaglio dallo spazio (per es. dal Sole) e avendo nello stesso tempo sia un proprio movimento rotatorio che un campo magnetico, si comporta come una gigantesca dinamo. Tra l'area terrestre conduttiva e la parte di atmosfera conduttiva più alta (troposfera e ionosfera) vi sono solo i pochi chilometri di spessore della bassa atmosfera, che funge da isolante tra le prime due. Di conseguenza, creando artificialmente un collegamento tra le due zone conduttrici del pianeta, la differenza di potenziale elettrico produce un passaggio di corrente. L'energia che fluisce attraverso l'aria, infatti, è caratterizzata da un'alta tensione a bassa potenza, mentre quella che fluisce attraverso la terra da un'alta potenza a bassa tensione.
La Terra possiede una sua naturale carica negativa rispetto alla regione conduttiva dell'atmosfera, che inizia a un'altezza di 50 km. L a differenza di potenziale tra la terra e questa regione è di circa 400.000 volt. In prossimità della superficie terrestre vi è un onnipresente campo elettrico di circa 100 V/m diretto verso il basso. Un trasmettitore con bobine Tesla sintonizzato sulla frequenza di risonanza della Terra crea un disturbo locale nella sua carica che si manifesta come una variazione della densità del campo elettrico. Tale disturbo si propaga dal trasmettitore, ma la sua intensità diminuisce man mano che si allontana da esso. Un trasmettitore sufficientemente potente, invece, produce una distorsione del campo che si propaga ovunque, sino a raggiungere il punto del globo diametralmente opposto, per essere poi riflessa verso il punto d'origine. Mentre il metodo di trasmessione tra Terra e atmosfera richiede la costruzione di un impianto di trasmissione e di un impianto di ricezione opportunamente sintonizzati tra loro, con il sistema interamente di Terra, invece, è sufficiente un trasmettitore sintonizzato sulla frequenza di risonanza ( o una delle sue armoniche) di quest'ultima, poichè a svolgere l'importante funzione di ricevitore sincronizzato sarà la Terra stessa.
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sabato 2 marzo 2013
orgonite
| Cos’è l’Orgonite? |
Con il termine «Orgonite» si fa riferimento a un particolare materiale che fu il prodotto di molteplici osservazioni fatte da alcuni ricercatori indipendenti negli anni 80, in particolare dall’austriaco Karl Welz e dall’americano Don Croft.
A quanto sembra, però la parola «Orgonite» fu coniata da Welz che solitamente ne è anche considerato l’inventore.
Nello specifico questo ricercatore scoprì che piccoli frammenti di metallo sospesi in resina epossidica indurita producevano un materiale il cui effetto è molto simile a quello sperimentato da Reich nei suoi accumulatori orgonici (ORAC) costituiti da una sovrapposizione di strati di materiali organici e fogli metallici.
Alla miscela di resina e metallo è solitamente aggiunto un cristallo di quarzo.
Inoltre Welz si rese conto che tale materiale possedeva anche l’importante caratteristica di ripulire e trasformare il temibile orgone negativo (DOR, Deadly Orgone) in Orgone positivo (OR) a beneficio di tutti gli esseri viventi.
In pratica, secondo la teoria, la matrice composta da resina e da frammenti metallici attrae e concentra l’energia orgonica presente nell’ambiente circostante, dopo di che il cristallo di quarzo conferisce all’Orgone la sua vibrazione originaria.
Questo notevole materiale fu, appunto, chiamato Orgonite.
Tuttavia v’è da sottolineare che il termine oggigiorno è entrato nell’uso comune a tal punto che è utilizzato non solo per indicare il particolare materiale ideato da Welz ma anche tutti quei materiali risultanti da ogni possibile variante e che sfruttano il medesimo concetto di base, ossia una miscela di elementi metallici con componenti organiche.
In verità ci possono essere infinite variazioni sul tema, infatti, alla miscela possono essere aggiunte diverse altre sostanze in modo tale da rendere l’effetto (pulizia dell’orgone negativo e accumulo di orgone positivo) più potente rispetto alla ricetta «classica» iniziale.
Inoltre diversi ricercatori tentano anche la via della «specializzazione» dell’Orgonite in modo da rendere il materiale più adatto alle differenti applicazioni.
In altre parole il limite concreto delle variazioni sul tema è fornito solamente dalla fantasia umana.
L’orgonite si adatta meravigliosamente per essere un valido supporto in tutte quelle discipline metafisiche e meditative (come ad esempio il Reiki, il Tai Chi, lo Yoga e le diverse forme di preghiera) che normalmente utilizzano l’orgone come forza motrice spirituale.
Nello specifico questo ricercatore scoprì che piccoli frammenti di metallo sospesi in resina epossidica indurita producevano un materiale il cui effetto è molto simile a quello sperimentato da Reich nei suoi accumulatori orgonici (ORAC) costituiti da una sovrapposizione di strati di materiali organici e fogli metallici.
Alla miscela di resina e metallo è solitamente aggiunto un cristallo di quarzo.
Inoltre Welz si rese conto che tale materiale possedeva anche l’importante caratteristica di ripulire e trasformare il temibile orgone negativo (DOR, Deadly Orgone) in Orgone positivo (OR) a beneficio di tutti gli esseri viventi.
In pratica, secondo la teoria, la matrice composta da resina e da frammenti metallici attrae e concentra l’energia orgonica presente nell’ambiente circostante, dopo di che il cristallo di quarzo conferisce all’Orgone la sua vibrazione originaria.
Questo notevole materiale fu, appunto, chiamato Orgonite.
Tuttavia v’è da sottolineare che il termine oggigiorno è entrato nell’uso comune a tal punto che è utilizzato non solo per indicare il particolare materiale ideato da Welz ma anche tutti quei materiali risultanti da ogni possibile variante e che sfruttano il medesimo concetto di base, ossia una miscela di elementi metallici con componenti organiche.
In verità ci possono essere infinite variazioni sul tema, infatti, alla miscela possono essere aggiunte diverse altre sostanze in modo tale da rendere l’effetto (pulizia dell’orgone negativo e accumulo di orgone positivo) più potente rispetto alla ricetta «classica» iniziale.
Inoltre diversi ricercatori tentano anche la via della «specializzazione» dell’Orgonite in modo da rendere il materiale più adatto alle differenti applicazioni.
In altre parole il limite concreto delle variazioni sul tema è fornito solamente dalla fantasia umana.
L’orgonite si adatta meravigliosamente per essere un valido supporto in tutte quelle discipline metafisiche e meditative (come ad esempio il Reiki, il Tai Chi, lo Yoga e le diverse forme di preghiera) che normalmente utilizzano l’orgone come forza motrice spirituale.
Infatti, l’orgone è anche chiamato «Ki» (o Qi), Energia Reiki, Forza Magica, Prana, Energia Eterica, Bioenergia, Fluido, Energia Astrale, Forza di Vita, Spirito Universale, Spirito Santo e con infiniti altri nomi.
Inoltre, poiché l’orgonite trasforma l’energia nociva per la salute in energia «sana» può essere utilizzata con profitto in tutte quelle tecniche di medicina alternativa (come ad esempio la Cristalloterapia, Radionica, Radiestesia medica, tecniche di guarigione attraverso il Ki, ecc., ecc.) per potenziare indefinitamente gli effetti curativi sui pazienti.
Inoltre, poiché l’orgonite trasforma l’energia nociva per la salute in energia «sana» può essere utilizzata con profitto in tutte quelle tecniche di medicina alternativa (come ad esempio la Cristalloterapia, Radionica, Radiestesia medica, tecniche di guarigione attraverso il Ki, ecc., ecc.) per potenziare indefinitamente gli effetti curativi sui pazienti.
lunedì 18 febbraio 2013
martedì 12 febbraio 2013
Come costruire un Chembuster per dissolvere le scie chimiche e bilanciare clima e condizioni meteorologiche.
Articolo di Don Croft <terminator3@turbonet.com>
Postato in origine da Stephanie Relfe su http//www.metatech.org
Definizione di una scia di condensa (contrail): Una
scia di condensa si forma quando un aereo viaggia a quote elevate
(circa 30.000 piedi o più, equivalenti a circa 9.144 metri ) e comprime
l'aria in vapore acqueo e cristalli di ghiaccio attraverso i motori e il
profilo alare che taglia l'aria a forte velocità. Questa scia scompare
da pochi secondi a 15 minuti dopo, poiché i cristalli evaporano.
Definizione di una scia chimica (chemtrail): Il
termine chemtrail è relativamente nuovo in quanto è nato pochi anni fa
proprio con l'apparire delle scie chimiche. Una scia chimica è molto
diversa da una scia di condensa (contrail). A prima vista una scia
chimica potrebbe sembrare molto simile a una scia di condensa, tuttavia,
invece di scomparire come farebbe una scia di condensa, una scia
chimica continua a spargersi in maniera uniforme fino a formare una
formazione nuvolosa sottile, simile a nebbia ad alta quota, fino a
formare un banco nebbioso che copre una vasta area. Queste scie
attraversano il cielo da un capo all'altro dell'orizzonte e restano
nell'aria da 5 ad anche 8 ore…
E' noto che queste formazioni
rendano quello che in origine era un cielo blu pulito in una copertura
nebbiosa grigiastra uniforme. (Nota: al giorno d'oggi ci sono già molti
Chembuster presenti in molte nazioni, per cui se doveste vedere delle
scie chimiche che non durano a lungo potrebbe significare anche che ci
sia un Chembuster in quella zona). Le attuali ricerche indipendenti
effettuate hanno dimostrato che queste scie chimiche sono, almeno in
parte composte da una sostanza oleosa di origine sconosciuta che viene
correntemente spruzzata da jet delle dimensioni di quelli di linea su
quasi ogni area popolata del globo. Si è scoperto anche che alcune scie
chimiche contengono cellule sanguigne, alluminio, micoplasma (un agente
patogeno ultra microscopico difficilmente o anche impossibile da
rilevare con le attuali analisi mediche) virus e altri componenti
biologici sconosciuti. Ci sono anche molti rapporti di incremento di
malattie, specialmente quelle respiratorie, nelle aree dove vengono
spruzzate queste scie.
![]() |
Queste vengono spesso
spruzzate da jet di linea bianchi che non hanno numeri di
identificazione stampati, come sarebbe obbligatorio. Spesso si può
notare questi jet passare in cielo senza fare nessuna scia, e
all'improvviso quello stesso aereo inizia a lasciare una netta ed
evidente scia. Sono stati anche fotografati casi in cui una scia inizia a
presentare brevi interruzioni, come se l'aereo avesse finito la
sostanza chimica in un serbatoio e fosse dovuto passare a una nuova
riserva.
Per maggiori informazioni e foto sulle scie chimiche si veda:
http://www.carnicom.com/contrails.htm (in Inglese) oppure
http://www.nexusitalia.com/sciechimiche.htm (ottimo sito in Italiano con molte foto).
Storia del Cloudbuster.
Il Cloudbuster di Wilhelm
Reich era ben conosciuto per la sua capacità di creare pioggia. Il
problema era posto dall'utilizzo continuativo, dal fatto che l'energia
orgonica disorganizzante (DOR) assorbita dal dispositivo poteva
provocare danni all'operatore se non veniva “scaricata” via
sufficientemente bene. Questo scaricare via l'energia negativa fu
ottenuto mediante: 1) collegando il cloudbuster a un corpo d'acqua
corrente sufficientemente grande (difficoltoso) oppure 2) collegando
l'uscita del cloudbuster a un accumulatore di orgone. Tuttavia,
l'accumulatore di orgone diventava presto saturo di radiazione DOR che,
alla fine causava ancora problemi all'operatore. Per questo motivo il
cloudbuster, pur essendo una tecnologia veramente buona per l'uomo,
rimase accattonata per molti anni.
Il Cloudbuster Re-Inventato.
![]() |
Utilizzando le ricerche di
Wilhelm Reich, abbiamo creato un dispositivo economico, trasportabile e
facile da costruire che distrugge in maniera consistente le scie
chimiche e sana l'atmosfera. Il “Chembuster” è la risposta a questi
attacchi in corso. A differenza del Cloudbuster originale, il Chembuster
trasforma l'energia orgonica disorganizzante in energia orgonica
benefica e NON si satura di energia negativa o pericolosa per
l'operatore. Chiunque può costruirne uno per una spesa in materiali di
circa 150 Euro.
Unisciti anche tu alla battaglia – Adesso !
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Wilhelm Reich
Wilhelm Reich Energia Orgonica e Cloudbuster / Dorbuster
Wilhelm Reich (Dobrzcynica, 24 marzo 1897 – Lewisburg, 3 novembre 1957) è stato un medico e psichiatra austriaco, allievo di Sigmund Freud e noto per la sua controversa teoria sulla cosiddetta "energia orgonica".
L 'importanza dell'opera di Whilelm Reich per la storia della civiltà umana è di assoluto valore e non può essere in alcun modo svilita dalle sfortunate e dolorose vicende che lo condusserro alla fine della sua vita.
Tali contributi sono:
1 Ricerche specifiche e documentate sulla repressione sociale della sessualità e sulla funzione repressiva della sessualità cui assolve la famiglia.
2 Sviluppo di istanze e politiche specifiche per la liberazione sessuale, in particolare dei giovani.
3 Studio della struttura caratteriale nevrotica e della sua funzione nell'edificazione del fenomeno di massa del Nazi-Fascismo
4 Precursore, teorico e iniziatore della medicina psicosomatica
Fonte:
L'evoluzione
nella comprensione
del funzionamento dell'organismo corazzato portò sempre
più in evidenza quanto fosse fondamentale il concetto di
blocco
del flusso energetico e di contrazione cronica totale dell'organismo.
Wilhelm Reich, quindi, concentrò il suo approccio
terapeutico
sulla mobilizzazione diretta di quei distretti muscolari le cui
contrazioni croniche erano alla base del blocco e sull'utilizzo di
accumulatori e definì questo specifico approccio:
orgonoterapia
medica. Naturalmente l'aspetto psicologico continuò ad
essere
tenuto presente, anzi, in alcuni casi, è questa la via
primaria
che conduce al dissolvimento della corazza. Tuttavia l'uso regolare di
accumulatori, di coperte orgoniche, di dor-buster e di terapie
bioniche, grazie all'effetto duplice di rinvigorimento energetico e di
sottrazione di energie stagnante, difficilmente non trova indicazioni
anche in persone il cui iter terapeutico vede privilegiare l'approccio
analitico-caratteriale. Un altro vantaggio dell'orgonoterapia medica
è dovuto allo stato di espansione indotto dall'Orac, che
contrasta lo stato di cronica contrazione dovuto alla corazza.
Nel
1947 vennero
scoperti i
sette segmenti della corazza; ognuno funzionante in modo
largamente
indipendente dagli altri anche se, allo stesso tempo, tutti concorrono
al funzionamento totale dell'organismo.
Negli
Stati Uniti Reich, in
breve tempo, installò un laboratorio per proseguire gli
studi
sulla biologia orgonica e sulla biofisica, continuò gli
studi
sul cancro ed iniziò la formazione in orgonoterapia con
diversi
medici che, nel frattempo, si erano avvicinati ai suoi studi.
Nell'estate
del 1940
scoprì l'energia orgonica cosmica e, nello stesso anno,
costruì il primo orgono-accumulatore.
Gli studi sperimentali
sulle proprietà dell'energia orgonica avevano evidenziato,
fra
le altre cose, che le sostanze organiche hanno la caratteristica di
attrarre e trattenere l'orgone, mentre le sostanze metalliche dapprima
lo attraggono, ma subito dopo lo respingono. Reich postulò
che
creando uno spazio delimitato da strati alternati organici e metallici,
in quest'ordine dall'esterno verso l'interno, si sarebbe potuto creare,
all'interno dell'accumulatore, uno spazio contenete una maggiore
concentrazione di energia rispetto all'ambiente circostante. La sua
ipotesi si dimostrò esatta.
Esperimenti
condotti su topi
cancerosi e su pazienti con cancro avanzato, misero in luce le enormi
potenzialità terapeutiche dell'accumulatore. Studi di
termometria evidenziarono un aumento della temperatura all'interno
dell'accumulatore che non poteva essere spiegato dalla fisica
tradizionale, ma che era perfettamente comprensibile se considerati
secondo l'approccio funzionale energetico. I quanti di energia
orgonica, una volta frenati dalle pareti dell'orac perdono energia
cinetica che viene trasformata in calore.
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