Il
ragtime (talvolta scritto
rag-time) è un
genere musicale, nato come musica da ballo nei quartieri a luci rosse di alcune città statunitensi (
Saint Louis e
New Orleans). Raggiunse la massima notorietà tra la fine del
XIX secolo e i primi due decenni del
XX.
Suonato prevalentemente al
pianoforte, talvolta accompagnato da orchestra, era caratterizzato da un ritmo binario
sincopato, che ha contribuito alla formazione del
jazz.
[1] La parola
ragtime, in
inglese, significa "tempo stracciato", "a brandelli".
Caratteristiche musicali principali
Eccezioni:
- in molti casi vi sono 3 temi, e quindi manca il tema D, oppure viene riproposto il tema A alla fine, imitando lo stile del Rondò musicale classico;
- esistono alcuni ragtime-waltz ("valzer ragtime") che quindi sono nel ritmo ternario di 3/4 pur essendo sincopati (ad esempio, Bethena di Joplin).
Sono da considerarsi
ragtime molte composizioni, approssimativamente del periodo 1890-1920, che non lo recano direttamente nel titolo come:
- March ("marcia"), spesso nel tempo di 6/8 o 2/2
- Cake walk o Cakewalk
- Two Step
- Piano Novelty
- Slow Drag
- Fox Trot
Spesso al
ragtime si affiancava un ballo concitato, denominato
Cake walk, che ha ispirato anche compositori come Debussy e Satie.
Storia
Il contesto storico
Il critico americano
Rupert Hughes, nel
1899 scrive che
| « I negri chiamano ragging il loro modo di danzare, battendo i piedi, e rag la danza. È una danza [..] accompagnata con il battito delle mani e dei piedi. Nella musica ragtime le figurazioni del banjo sono molto evidenti e la divisione di una delle battute in due note brevi si può far risalire al battito delle mani. » |
e ancora
| « ... era insita una ritmica sincopata che essi [i neri] trasferivano sul banjo, sulla chitarra
e sul pianoforte. Questo tipo di musica venne poi chiamato "rag time"
da un critico bianco, il quale non si rese conto di averle trovato il
nome nemmeno quando ormai gli altri critici, e il pubblico, lo usavano
normalmente. » |
| (Rupert Hughes, An Eulogy of Rag Time) |
Il
ragtime proviene dalla musica afroamericana di fine
Ottocento, come discendente diretto delle marce e dai balli suonati
dalle bande musicali nere. All'inizio del ventesimo secolo era ormai
diventato ampiamente popolare in America del Nord ed era ascoltato e
ballato, suonato e scritto da gente di molte culture differenti. Stile
musicale prettamente americano, il
ragtime può essere considerato
una sintesi di sincope africana e di musica classica europea, con
particolare riferimento alle marce rese popolari da
John Philip Sousa.
Alcuni dei primi
ragtime per piano sono intitolati "marcia" e i termini
jig e
rag attorno al
1895 erano utilizzati in maniera intercambiabile. Il
ragtime fu anche preceduto dal
cakewalk, suo stretto parente. Nel 1895, l'artista nero
Ernest Hogan pubblicò due dei più antichi rag stampati uno dei quali (
All Coons Look Alike to Me)
alla fine vendette un milione di copie. Come disse il collega musicista
nero Tom Fletcher, Hogan fu "il primo a mettere su carta il genere di
ritmo suonato da musicisti incapaci di leggere le note". Mentre il
successo della canzone contribuì a introdurre gli Stati Uniti ai ritmi
del
ragtime, il suo uso di insulti razzisti contribuì a creare un certo numero di arie d'imitazione dispregiative, conosciuto come
coon song
a causa del loro uso di immagini estremamente razziste e stereotipate
dei neri. Durante i suoi ultimi anni Hogan ammise di provare vergogna e
un senso "di tradimento della razza" per la canzone esprimendo però
orgoglio per aver aiutato a portare il
ragtime a di vasto pubblico.
La comparsa di un
ragtime maturo è datata solitamente al
1897, anno in cui furono pubblicati parecchi importanti rag. Nel
1899 fu pubblicata
Maple Leaf Rag di
Scott Joplin, che si rivelò un grande successo e dimostrò maggior profondità e sofisticatezza rispetto ai primi
ragtime. Il
ragtime fu una delle influenze principali sullo sviluppo iniziale del jazz (insieme al blues). Alcuni artisti, come
Jelly Roll Morton, erano presenti ed hanno suonato sia il
ragtime che jazz durante il periodo in cui i due generi hanno convissuto. Il jazz sorpassò di gran lunga il
ragtime in popolarità all'inizio degli
anni venti, anche se le composizioni
ragtime continuano ad essere scritte anche oggi e rinascite di interesse popolare per il
ragtime si sono presentate negli
anni cinquanta e negli
anni settanta.
Il momento magico del
ragtime si verificò prima della
disponibilità diffusa di strumenti per la registrazione del suono,
quindi come musica classica e diversamente dal jazz, il
ragtime
classico era ed è soprattutto una tradizione scritta, distribuita
attraverso gli spartiti piuttosto che attraverso le registrazioni. La
musica del
ragtime inoltre è stata distribuita attraverso i rulli per piano automatico. Una tradizione popolare di
ragtime inoltre esisteva prima e durante il periodo del "
ragtime classico" (definizione coniata dall'editore di
Scott Joplin,
John Stillwell Stark), manifestandosi principalmente attraverso gruppi di chitarristi e i club dove si suonavano il
banjo ed il
mandolino (che ebbero improvvisa popolarità all'inizio del XX secolo)
Gli inizi
Il termine
rag-time venne usato per la prima volta associato ad una composizione musicale nel
1897 nei due brani
The Mississippi Rag di William Krell e
Harlem Rag di
Tom Turpin, che sono quindi convenzionalmente considerati i primi brani
rag.
Fu inizialmente disprezzato e considerato come "musica da bordello", ma
si è poi affermato ed ha raggiunto l'apice come forma propria musicale
nel primo decennio del Novecento per poi declinare e cadere per molti
decenni nella più completa oscurità entro il
1920.
I tratti fondamentali di questo genere musicale si possono schematizzare in due punti: - il
ragtime è praticato soprattutto da musicisti
mulatti, una élite rispetto ai neri. Il
ragtime, perciò, nasce come musica d'autore, scritta generalmente per pianoforte; - il
ragtime
è una musica da ballo che si ispira alle polke, alle mazurche, alle
marce popolari di origine europea. Si basa però su un elemento
tipicamente africano, cioè sulla contrapposizione tra due ritmi diversi,
uno regolare e ossessivo (generalmente tipico della mano sinistra nelle
composizioni
ragtime per piano), l'altro vario e sincopato (eseguito invece con la mano destra). Diffusosi dalla seconda metà dell'
Ottocento presso i neri della zona sud-occidentale degli
Stati Uniti, era suonato inizialmente dalle cosiddette
jug band,
con strumenti casalinghi come l'asse da lavare e altri strumenti di
cucina; nel banjo trovò il suo principale protagonista, e più tardi
cominciarono ad emergere per esso anche
pianoforte e
chitarra.
A
New Orleans erano nate piccole
orchestrine,
in genere composte generalmente da fiati e da una elementare sezione
ritmica, che si esibivano per le strade e nei locali malfamati del
quartiere a luci rosse della città,
Storyville. La tradizione e il repertorio di queste orchestre derivavano dalla cosiddetta
second line, una banda (spesso improvvisata) che suonava pezzi allegri al ritorno del corteo dai
funerali
(mentre all'andata la banda tradizionale suonava marce funebri). Quando
anche i bianchi cominciarono ad interessarsi di questa musica, per
distinguerla dalla musica suonata nello stesso periodo dai musicisti di
colore fu coniato il termine
Dixieland.
Il suo massimo esponente fu
Scott Joplin, pianista. Il brano che gli permise di guadagnarsi enorme notorietà,
Maple Leaf Rag (
1899), raggiunse un successo straordinario, tanto che dello
spartito vennero vendute un milione di copie.
Negli stessi anni in cui Joplin formulava una nuova forma di arte americana, il
ragtime conosciuto come
rag classico, altri musicisti adattavano i nuovi ritmi alle chitarre, creando il
ragtime-blues, una combinazione delle due forme musicali. Di questo filone si ricordano
Blind Blake e il reverendo
Gary Davis. Negli
anni sessanta
i pezzi scritti per pianoforte furono tradotti in rag per chitarra. Non
vi sono prove registrate che ciò fosse avvenuto prima di quest'epoca.