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sabato 11 ottobre 2014

caldaie a biomassa

Caldaie a Biomassa 

Una delle classificazioni delle caldaie fa riferimento al combustile con cui è alimentata la caldaia stessa (caldaia a gas metano, a gasolio, a legna, a pellet, ecc.) e così con il termine caldaie a biomassa si intendono tutte le caldaie che sono alimentate con combustibile di tipo biomassa.


Cosa sono

Biomassa: definizione

Con il termine “biomassa” si intendono tutti i tipi di residui provenienti da coltivazioni agricole e dalla deforestazione e da attività industriali della lavorazione del legno e della carta, gli scarti di origine biologica, la legna che si può ardere, i rifiuti di tipo urbano, e tutto ciò che si può trasformare in energia elettrica sia in maniera diretta (come la legna), sia mediante specifici trattamenti.
Secondo la direttiva dell’Unione Europea, 2009/28/CE, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, ripresa da tutta la legislazione ad essa riferente, per biomassa si intende “la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”.
Le caldaie alimentate da combustibile assimilabile a biomassa sono progettate in diverse taglie di potenza, da quelle medio piccole per uso residenziale a quelle di potenza elevata.
Le biomasse legnose sono costituite essenzialmente da legna e rappresentano una fonte energetica rinnovabile (il legno infatti ricresce naturalmente, al contrario dei giacimenti petroliferi che si esauriscono) e neutra rispetto alle emissioni di CO2, cioè anidride carbonica. Le piante utilizzano per crescere tanta CO2, quanta ne viene immessa in atmosfera durante il loro utilizzo energetico, portando il bilancio in pari.

Tipologie di caldaie a biomassa

Le caldaie a biomassa di conseguenza fanno riferimento a tutte le caldaie che possono essere alimentate con questi tipi di combustibile che rientrano nell’accezione del termine “ biomassa” e sono progettate in tre tipologie quali:
  • Pellets (scarti di lavorazione legno resi in cilindretti pressati)
  • Cippato (pezzettini di legno, possono usare anche a noccioli di pesca, sansa ed altri residui vegetali secchi ed opportunamente lavorati)
  • Legna (pezzi di legna opportunamente tagliati, preferibilmente secca)

Come funzionano

Tutte le caldaie a biomassa si contraddistinguono per i sistemi di sicurezza con cui sono state progetta, per l’automazione e la modulazione di fiamma comandata da un sistema di controllo elettronico a microprocessore, si differenziano per la possibilità di essere alimentate con un solo tipo di biomassa o con versatilità che consente di usare anche diversi tipi di biomassa (le indicazioni sono date dal modello e dipendono da come è stata progettata la caldaia). Per quanto riguarda lo stoccaggio del combustibile a biomassa, naturalmente c’è bisogno di avere a disposizione lo spazio adeguato. Si sono già trattate le caldaie a legna e le caldaie a pellet e quindi ora si esamina una caldaia a cippato.

Caldaia con biomassa cippato

Caldaia a biomassa cippato Eta HackLa caldaia a cippato, ad esempio progettata da ETA HACK, ha un funzionamento completamente automatico e consente una combustione efficiente sia del cippato sia dei Pellets di legno e del Miscanthus (arbusto coltivato per la produzione di biomassa). I vari sistemi di trasporto del combustibile, studiati fin nei minimi dettagli, garantiscono un utilizzo ottimale dell’energia. Per garantire un grado di sicurezza di funzionamento eccellente la caldaia è dotata di una chiusa girante ermetica a monocamera che impedisce la creazione di punti di collegamento aperti tra camera di combustione e deposito del combustibile.

Caratteristiche camera di combustione e rimozione cenere

La camera di combustione incandescente e a griglia ribaltabile è rivestita di refrattario con dispositivo di turbolenza dell‘aria secondaria per garantire un fuoco pulito ad alta temperatura di combustione

domenica 4 maggio 2014

Macchina ad energia umana (video)

 

Il nome tradotto in italiano suona un po’ strano e curioso e non si può evitare di pensare alla simpatica macchina dei Flintstones, il cartone animato ambientato nell’età della pietra. La HumanCar Imagine PS (power station), prototipo realizzato dall’ingegnere Charles Samuel Greenwood, ha ottenuto la licenza per essere venduta sul mercato e sarà disponibile non appena saranno raggiunte le 800 prenotazioni.

 

L’idea di HumanCar è nata nel lontano 1968, quando l’ingegnere restò bloccato nel traffico mentre andava a lavoro e osservando i conducenti notò che erano tutti fuori forma e potenziali candidati per patologie cardiache o diabete. Decise così che avrebbe inventato il modo per coniugare movimento fisico e spostamento.

Un'altra istantanea di HumanCar
HumanCar è costruita a partire da materiali di plastica riciclata, può essere personalizzata in base ai propri gusti e avere o meno il tettino. Capace di ospitare quattro persone conducente compreso, si muove grazie all’energia ottenuta azionando una sorta di vogatore. Nessun carburante dunque, solo energia scaturita dalle vostre braccia, che serve a fornire energia ad un motorino elettrico.


Dunque, un curioso ibrido elettrico-umano.
Sono a disposizione due diversi modelli di HumanCar: il primo prevede che il motore giri grazie alla forza motrice del solo conducente, l’altro meccanismo richiede un sistema a 8 braccia azionato dai passeggeri. Lo sforzo richiesto è stato calcolato simile a quello di una pedalata. Per sterzare non troverete il classico manubrio, ma sarà necessario azionare una sorta di maniglia aiutandosi col peso dell’anca, come se si stesse sciando.
Rispetto alle altre macchine a propulsione umana che non riescono a superare i 30 km/h, la HumanCar promette addirittura di raggiungere i 100 km/h in pianura e i 45 km/h in pendenza. Ovviamente la velocità sarà direttamente proporzionale allo sforzo, per cui nel caso in cui vogliate rilassarvi potrete ricorrere alla batteria del motore elettrico, ricaricabile nelle comuni prese domestiche.
Zero inquinamento, zero emissioni di CO2 ed un costante allenamento soft per voi (Greenwood assicura che anche un anziano potrebbe farne uso).
Al momento l’auto ha un costo che si aggira su 15.500 dollari, un po’ cara, ma sicuramente promettente in termini di risparmio ecologico.
Immaginatevi fermi al semaforo insieme ad altre macchine a propulsione umana: nessun gas di scarico, nessun rumore di motori accesi, solo strizzatine d’occhio per chi vogherà più velocemente!
Ecco anche un bel video su questa curiosa macchina:

 

 

  http://www.tuttogreen.it/humancar-lauto-elettrica-ibrida-umana/

Come l'auto dei Flintstones: va a ''energia umana''

Non sarà proprio la preistorica macchina della famiglia preistorica dei cartoni animati ma il principio è lo stesso: la Human Car che vedete in queste immagini si muove grazie allo sforzo fisico, in questo caso minimo, del suo pilota. Questa super ecologica vettura americana, il cui prototipo arriva nel 2011 al costo di 15.500 dollari (si può prenotare un modello per 50 dollari sul sito humancar.com), si "carica" facendo leva con le braccia sul volante. E quando mancano le energie ci si può affidare in extremis al piccolo motore elettrico di cui è dotata

martedì 11 febbraio 2014

GRANDE SUCCESSO PER L'AVVIO DELLA CAMPAGNA "ZERO OGM - CIBO SANO PER TUTTI"

Nonostante il maltempo..la pioggia..la neve.. nonostante il tentato ostruzionismo da parte di alcuni gestori di super mercati (che indicheremo a breve)..

..nonostante tutto.. la prima giornata della campagna “zero ogm – cibo sano per tutti” ha avuto un successo clamoroso!!!
Oltre cento i comuni interessati dal volantinaggio, dalla distribuzione di materiale informativo o da iniziative di sensibilizzazione.. decina di migliaia i volantini distribuiti. Molta l'attenzione dei cittadini avvicinati sulla questione OGM, molta la determinazione a dire un secco e deciso NO, molti coloro che hanno scaricato i volantini e li hanno distribuiti in maniera autonoma. Tra questi tante madri, ma anche collettivi, comitati e un parroco che li ha proposti ai suoi fedeli durante la messa
A questo grande successo di “piazza” si aggiungono anche due dichiarazioni molto forti e decise di sostegno alla nostra campagna. Quella del Governatore Luca Zaia e quella dell'eurodeputato A. Zanoni. Due dichiarazioni che riportiamo nel blog e che ci speriamo si concretizzino presto in fatti e prese di posizione concrete ed efficienti,, auspicando che ne seguano a breve anche altre di politici e amministratori.
Di forte e di concreto c'è la decisione del comune di Calalzo di Cadore di adottare una delibera (da noi suggerita) che dichiara tale comune come “comune anti transegnico e amico della biodiversità” Un plauso al Sindaco per questa presa di posizione e un invito a tanti altri sindaci ed amministratori a seguire l'esempio di questo amministratore e di altri friulani e pugliesi
La soddisfazione è grande. Ma lo è altrettanto la convinzione che la campagna “zero ogm – cibo sano per tutti” va non solo proseguita ma anche intensificata
E' vitale dar voce alla forte opposizione.. allo forte contrarietà verso gli OGM, al desiderio di sapere con chiarezza cosa mangiamo.. da dove tale cibo proviene, come è stato coltivato e lavorato.
Abbiamo pertanto deciso di far si che questa giornata “zero OGM . Cibo sano per tutti” diventi una mobilitazione permanente. Un susseguirsi di iniziative, convegni, volantinaggi, dibattiti, mostre, flash mob e tanto tanto altro

Desideriamo dire un GRAZIE forte e deciso a quanto oggi ci sono stati vicini, ci hanno ascoltato e supportato e invitiamo tutti a continuare in questa azione di informazione e costruzione di consapevolezza

Invitiamo tutte e tutti:
  • a suggerirci iniziative e azioni, a scaricare i volantini dal blog o a richiederceli via mail
  • a invitare i propri Sindaci (via mail, lettera, incontrando gli amministratori) a adottare la delibera che sancisca che quel comune si dichiara “comune

giovedì 16 gennaio 2014

Elettrosmog cellulari Valori SAR in base ai modelli

 

Valori di SAR per i cellulari più diffusi

Con la massima cura abbiamo riportato i valori seguenti, che comunque sono da considerare indicativi, per dati certi fare riferimento al sito web del produttore



Il dispositivo cellulare è un ricetrasmettitore radio. È stato ideato per non superare i limiti per l'esposizione alle onde radio raccomandati dalle direttive internazionali.
Le direttive sono state elaborate dall’organizzazione scientifica indipendente ICNIRP e garantiscono un margine di sicurezza mirato alla salvaguardia di tutte le persone, indipendentemente dall’età e dallo stato di salute.
Le direttive sull’esposizione per i dispositivi cellulari utilizzano l'unità di misura SAR (Specific Absorption Rate). Il limite SAR indicato nelle direttive ICNIRP è pari a 2,0 W/kg su una media di oltre 10 grammi di tessuto.
I test per i livelli di SAR vengono eseguiti utilizzando le normali posizioni d'uso con il dispositivo che trasmette al massimo livello di potenza certificato in tutte le bande di frequenza testate. Il livello effettivo di SAR per un dispositivo funzionante può essere inferiore al valore massimo in quanto il dispositivo è stato progettato per usare solo la potenza necessaria per raggiungere la rete. Questo livello varia in base a diversi fattori, come ad esempio la vicinanza ad una stazione base di rete.
Il livello massimo di SAR in base alle direttive ICNIRP per l’uso del dispositivo sull’orecchio è 1,14 W/kg . L'utilizzo di accessori del dispositivo potrebbe essere causa di variazioni nei valori SAR.

Produttore / modello  SAR SAR
(1.6W/kg)  (2.0W/kg) 
Alcatel One Touch 153 0.77
Alcatel One Touch 155 0.65
Alcatel One Touch 156 0.65
Alcatel One Touch 310 0.74
Alcatel One Touch 311 0.74
Alcatel One Touch 320 1.12
Alcatel One Touch 331 / 331a 0.72 0.49
Alcatel One Touch 332 / 332a 0.63 0.43
Alcatel One Touch 355 0.88
Alcatel One Touch 531 0.86
Alcatel One Touch 535 0.81 0.57
Alcatel One Touch 556 0.60 0.40
Alcatel One Touch 557 / 557a 0.66 0.43
Alcatel One Touch 565 0.66< 0.43
Alcatel One Touch 735 0.81 0.57
Alcatel One Touch 735i 0.81 0.57
Alcatel One Touch 756 0.80 0.50
Alcatel One Touch 757 0.80
Alcatel One Touch 835 1.20 0.75
Alcatel One Touch E205 1.00
Blackberry 6280 0.24 0.18
Blackberry 6710 1.28 0.77
Blackberry 6720 1.28 0.75
Blackberry 6750  1.46
Blackberry 7100, 7100g, 7100t, 7100v, 7100x  0.91 0.86
Blackberry 7105t 0.91 0.86
Blackberry 7130c 0.91 0.86
Blackberry 7210 0.60 0.26
Blackberry 7230 0.60 0.26
Blackberry 7250 1.27 0.87
Blackberry 7280 0.24 0.17
Blackberry 7290 0.31 0.24
Blackberry 7510  0.91
Blackberry 7550  1.27
Blackberry 7520  0.79
Blackberry 7730 1.19 0.63
Blackberry 7750 1.27
Blackberry 7780 1.19
Blackberry 8100 Pearl  1.52 0.98
Blackberry 8130 Pearl  1.48
Blackberry 8300 Curve 1.51 0.63
Blackberry 8310 Curve 1.51 0.63
Blackberry 8320 Curve 1.51 0.63
Blackberry 8330 Curve 1.54 0.63
Blackberry 8700c  1.34 1.04
Blackberry 8703e 1.55
Blackberry 8800 1.52 1.16
Blackberry 8820 1.52 1.16
Blackberry 8830 1.46



LG 4NE1 1.28
LG 200C 1.30
LG 380 1.08
LG 1400 0.714
LG 3280 1.22
LG 3300 1.22
LG 4010 0.714
LG 4400 1.24
LG 5200 1.23
LG 5350 1.38
LG 5450 1.11
LG 6070  1.21
LG 6190 1.41
LG 6200 1.23
LG 7050 0.69
LG 7100, 7100i 1.04 0.32
LG 7200 0.816
LG 8700 Shine 1.13 0.32
LG AX145 1.30
LG AX245 1.27
LG AX300 1.14
LG AX380 WAVE 1.08
LG AX390 1.28
LG AX565 1.14
LG AX4270 1.47
LG AX5000 1.23
LG B2000  0.50

lunedì 16 dicembre 2013

Scaldarsi con la legna - Pensieri di un agricoltore

"Con la legna ci si scalda tante volte: alla macchia per segarla...poi per caricarla...poi per riscaricarla...poi per fare i ciocchi da stufa...poi per i pezzi da camino...poi per stivarli in legnaia...poi per portarli in casa ogni giorno...
E solo dopo tutte queste scaldate riusciamo a dar fuoco alla legna e scaldarci anche in quel modo.
Con la legna ci si scalda sempre tante volte!"

Così ha esordito l'Agricoltore Anacronistico quando gli ho chiesto di parlarmi dell'argomento.
Lui viene da una famiglia che si è sempre scaldata con la stufa, e che tutt'oggi rifugge l'utilizzo del metano per il riscaldamento: lui stesso al suo podere ha 3 punti calore ed un forno alimentati a legna, e non vede altra alternativa.
Scaldarsi con la legna, e tutto parte da qui secondo una personalissima riflessione basata solo sull'esperienza (e non certo sullo studio) di cosa vuole dire fare tale scelta nel suo territorio.

Partiamo da dove arriva la legna.

Vivere in campagna non vuol dire necessariamente potersi scaldare solo con la legna, ma certamente offre svariate possibilità per farlo, anche solo recuperando legname dall'azienda.
I residui di potatura infatti costituiscono circa il 10-15% della legna arsa e sono costituiti da:
- vite: con i tralci si alimenta il forno (devono essere secchi almeno di 6 mesi) e con le branche la stufa ed il camino. La vite offre un grande caldo anche se poco duraturo. All'Agricoltore hanno insegnato a usare questa legna quando si vuole fare il pesce azzurro alla griglia (ottime le acciughe).
- olivo: i polloni vengono uniti in fasci e fatti seccare al sole per poi alimentare il forno (ottimi per il pane), i rami ed il tronco (quando capita di segarlo) sono sempre destinati al camino e alla stufa.  L'olivo offre un ottimo caldo ed è preferibile che sia molto secco e asciutto (generalmente usa tagli di almeno un anno).
- castagno: durante la potatura del castagno il nostro amico ammassa veri e propri tesori.  In barba a quanto dicono che il castagno più fresco (5-7 mesi) non è adatto al camino perchè scoppia e rischia di lanciare lapilli, lui li usa per la stufa dove il crepitio è pure piacevole da ascoltare.  Le potature di oltre un anno possono essere utilizzate anche nel camino.  Questo legno è amato dall'Agricoltore per la sua grande duttilità.
- frutti: pero e melo possono essere bruciati anche intorno ai 6-7 mesi dal taglio, ma è importante che il pesco, l'albicocco, il ciliegio ed il susino siano ben stagionati (oltre un anno): la loro resina può riservare spiacevoli sorprese nella vostra canna fumaria.

E' poi il turno del taglio dei seponali e pulizia dei campi.
Sono sempre molte le occasioni in cui ci son da ripulire le prode (il perimetro) di un campo da lavorare, oppure le volte in cui si devono sbassare (mantenere bassi) i sieponali ossia le file di alberi che delimitano una proprietà o un campo.
In entrambi i casi il pennato e la sega ci permettono di collezionare della legna (talvolta considerata minore) che può essere destinata al fuoco.
Il nostro Agricoltore riesce tagliare fino al 10% di legna destinata al consumo annuo.
L'olmo e l'acacia fanno molto caldo (sopratutto la seconda), ma devono essere ben secchi e la loro durata è bassa.  La cascia (acacia) è indicata per il fuoco del forno, e rilascia pochissima cenere: raggiunge temperature molto alte in breve tempo.
Quando è concesso (previo avviso alle autorità di competenza) è possibile anche tagliare la ginestra (un tempo lo si poteva fare liberamente), ed anche questa è molto buona per il forno (rametti e tronco).

Il restante 75-80% della legna arriva direttamente dal taglio del bosco.
In tutt’Italia sono tantissime le specie che popolano i tanti boschi: basti pensare al tesoro della macchia Mediterranea, sino a salire nelle faggete ed abetaie di montagna.
Il nostro Agricoltore vive in Toscana, ma basta fare due curve di strada ed entrare o salire nell’entroterra che tutto cambia.
Ecco quello che lui ha a disposizione:

sabato 7 dicembre 2013

Wi-Fi, in male invisibile che sta distruggendo le nuove generazioni



20131116-112049.jpg

Quella che risulta essere la principale minaccia per la nostra salute è anche naturalmente quella che più viene tenuta nascosta dai media. Un giro economico più che miliardario, legato ai settori in piena crescita della telefonia e della tecnologia wireless in genere, monopolizza infatti l’informazione, impedendo che si sappia a livello di massa un’inquietante verità: l’esposizione alle radiazioni di microonde a basso livello (Wi-Fi) è causa conclamata di irreversibili danni cerebrali, cancro, malformazioni, aborti spontanei, alterazioni della crescita ossea. E la fascia di popolazione più a rischio è rappresentata in assoluto dai bambini e dalle donne.
Non stupisce quindi che tutto questo fosse ben noto e documentato in ambito medico e scientifico già molto prima che la tecnologia Wi-Fi dilagasse in tutte le nostre case, arrivando quotidianamente alla portata anche dei bambini. Gli effetti biologici non solo pericolosi, ma letali di questa tecnologia sono stati abilmente tenuti nascosti al pubblico per preservare i lauti profitti delle aziende e per foraggiare le tasche dei vari Bill Gates, Steve Jobs e Carlo De Benedetti.
Come ha dimostrato il Professor John Goldsmith, consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in Epidemiologia e Scienze della Comunicazione, l’esposizione alle radiazioni di microonde Wi-Fi è diventata ormai la prima causa di aborti spontanei: addirittura nel 47,7% dei casi di esposizione a queste radiazioni, i casi di aborto spontaneo si verificano entro la settima settimana di gravidanza. E il livello di irraggiamento incidente sulle donne in esame partiva da cinque microwatt per centimetro quadrato. Un tale livello potrebbe sembrare privo di senso per un non scienziato, ma diventa però più significativo se diciamo che è al di sotto di quello che la maggior parte delle studentesse riceve in un’aula dotata di trasmettitori Wi-Fi, a partire dall’età di circa cinque anni in su.
Il dato ancora più allarmante è che nei bambini l’assorbimento di microonde può essere dieci volte superiore rispetto agli adulti, semplicemente perché il tessuto celebrale e il midollo osseo di un bambino hanno proprietà di conducibilità elettrica diverse da quelle degli adulti a causa del maggiore contenuto di acqua. L’esposizione a microonde a basso livello permanente può indurre ‘stress’ cronico ossidativo e nitrosativo e quindi danneggiare i mitocondri cellulari (mitocondriopatia). Questo ‘stress’ può causare danni irreversibili al DNA mitocondriale (esso è dieci volte più sensibile

sabato 12 ottobre 2013

Come riconoscere e come raccogliere le castagne


Generalità

Il Castagno (Castanea sativa Mill.) e' originario dell'Europa meridionale, Nord Africa e Asia occidentale. E' presente anche sulle coste atlantiche del Marocco, sulle rive del mar Caspio e nel sud dell'Inghilterra. I castagneti da frutto sono ormai molto ridotti (in seguito al mal dell'inchiostro e al cancro) in Italia, anche se in questi ultimi anni si sta assistendo ad un tentativo di recupero non solo ai fini produttivi. Le regioni in Italia in cui la coltura del castagno da frutto assume maggior importanza sono la Campania, la Sicilia, il Lazio, il Piemonte e la Toscana.
Le castagne sono ricche di amido e in molte zone montane d'Italia hanno rappresentato, fino agli anni '50, la principale fonte alimentare.
Nell’ultimo decennio la castanicoltura ha segnato, nel nostro Paese, un’interessante ripresa. Numerosi vecchi castagneti da frutto sono stati sottoposti ad una potatura di ringiovanimento, l’infezione del cancro della corteccia sta registrando una fase di regresso mentre le quotazioni del mercato per il prodotto di pregio (marroni e frutti degli ibridi) sono oggi particolarmente remunerative ed allettanti per i produttoriIl castagno appartiene alla Famiglia delle Fagaceae: il genere Castanea comprende:
- Castanea sativa Mill., o castagno europeo, diffuso in Europa;
- Castanea crenata Sieb. e Zucc., o castagno giapponese, diffuso in Asia e resistente al mal dell'inchiostro e al cancro della corteccia;
- Castanea pumila Mill, o castagno americano, diffuso nell'America del Nord.
Il castagno europeo e' una pianta longeva, alta fino a 25 metri, con tronchi di circonferenza talora imponenti, chioma espansa e molto ramificata, foglie caduche, di forma ellittico-allungata, a margine seghettato, quasi coraicee, di colore verde intenso e lucide, più chiare nella parte inferiore.
Pianta monoica. Le infiorescenze maschili sono rappresentate da spighe lunghe 10-20 cm di color giallo-verdastro. Quelle femminili sono costituite da fiori singoli o riuniti a gruppi di 2-3 posti alla base delle infiorescenze maschili. La fioritura si ha in piena estate. Il frutto è rappresentato da una noce detta castagna, interamente rivestita da una cupola spinosa, detta riccio. L'impollinazione puo' essere anemofila o entomofila, per cui molto importante e' la presenza delle api.
Il castagno ama i terreni profondi, leggeri, permeabili, ricchi di elementi nutritivi, con pH tendenzialmente acido, con poco o privi di calcare. Non sopporta i terreni pesanti e mal drenati. E' una pianta eliofila, ama i climi temperati, pur sopportando freddi invernali anche molto intensi.
Infiorescenze e frutti Castagno Infiorescenze e frutti Castagno

Varietà e portinnesti

La scelta della varieta' deve tener presente le esigenze del mercato. Vengono considerati 4 gruppi varietali ben distinti: Marroni, Castagne, Ibridi Eurogiapponesi, Giapponesi.
- Marroni: sono così considerati i frutti di castagno che presentano, nell’interno della buccia, i frutti interi, non settati, con la pellicola (episperma) che non penetra nella polpa e che si stacca con facilità nelle operazioni di pelatura.
Sono destinati alla trasformazione industriale e al consumo fresco.
I marroni sono particolarmente ricercati sul mercato e spuntano prezzi elevati; la pezzatura dei frutti delle diverse varietà si può considerare medio-grossa (da 55 a 70 frutti per Kg); tutte le varietà

venerdì 6 settembre 2013

Simboli Raccolta differenziata e manuale in pdf

 

 

 

 

La raccolta differenziata

Codici e simboli delle tipologie di materiali per la raccolta differenziata

Per rendere più chiaro ed immediato riconoscere quali rifiuti possono essere riciclati ed in che modo vanno raccolti in maniera differenziata sono state realizzate alcune simbologie denominate come International Universal Recycling Codes (Codici universali internazionali di riciclaggio).
PLASTICA CARTA E VETRO
plastica PET #1 PET o PETE Polietilene tereftalato o arnite: Bottiglie di acqua, bottiglie di bibite, flaconi di shampoo carta pap 20 #20 PAP Cartone ondulato: Scatoloni contenenti i mobili in kit
plastica PE-HD 02 #2 HDPE Polietilene ad alta densità: Contenitori degli yogurt, flaconi di detersivo carta PAP 21 #21 PAP Cartone non ondulato: Confezioni dei panini nei fast-food
plastica PVC 03 #3 PVC o V Cloruro di polivinile: Contenitori per alimenti carta PAP 22 #22 PAP Carta: Confezione delle patatine nei fast-food, carta di giornale, sacchetti di carta
plastica PE-LD #4 LDPE Polietilene a bassa densità: Sacchetti cibi surgelati, bottiglie spremibili   #23#39

#73#79
Altri tipi di carta.

Altri tipi di vetro.
plastica PP 05 #5 PP Polipropilene o Moplen: Bottiglie di ketchup vetro GL 70 #70 Vetro trasparente/incolore: Bottiglie di acqua
plastica PS 06 #6 PS Polistirene o Polistirolo: Bicchieri monouso vetro GL 71 #71 Vetro di colore verde: Bottiglie di vino
plastica O 07 #7-#19 O Tutte le altre plastiche   #72 Vetro di colore marrone: Bottiglie di birra
METALLI LEGNO
metalli 40 FE #40 FE Acciaio - Ferro legno FOR 50 #50 FOR Legno
alluminio ALU 41 #41 ALU Alluminio sughero FOR 51 #51 FOR Sughero
  #42#49 Altri tipi di metallo   #52#59 Altri tipi di materiali in legno.
TESSILI
cotone TEX 60 #60 TEX Cotone juta TEX 61 #61 TEX Juta
#60-69 Altri materiali tessili. #90 Plastica/alluminio
#80 Carta e cartone/metalli vari #91 Plastica/latta
#81 Carta e cartone/plastica #92 Plastica/metalli vari
#82 Carta e cartone/alluminio: Sacchetto di biscotti confezionati #95 Vetro/plastica
#83 Carta e cartone/latta #96 Vetro/alluminio
#84 Carta e cartone/plastica/alluminio #97 Vetro/latta
#85 Carta e cartone/plastica/alluminio/latta #98 Vetro/metalli vari
#86#89 Altri materiali composti R SP Medicinali
#93#94 Altri materiali composti R SP Apparecchiature tecnologiche
#99 Altri materiali composti R SP Pile e batterie esaurite

Perchè è importante differenziare...

Carta (da materia prima) Carta (da materiale riciclato)
Per produrre una tonnellata di carta occorrono:
  • 15 alberi
  • 440.000 litri d’acqua
  • 7.600 kWh di energia elettrica
Per produrre una tonnellata di carta riciclata:
  • nessun albero
  • 1.800 litri d’acqua
  • 2.700 kWh di energia elettrica
Vetro (da materia prima) Vetro (da materiale riciclato)
Per produrre vetro occorrono:
  • Silice
  • Soda
  • Carbonato di Calcio
  • La temperatura di fusione è 1500 °C
Per produrre vetro con uguali quantità di materia prima e vetro di recupero si risparmia:
  • Metà del fabbisogno di materia prima.
  • Un terzo di energia in quanto la temperatura di fusione è più bassa.
  • Emissioni in atmosfera.
Metalli (da materia prima) Metalli (da materiale riciclato)
Per produrre 1 Kg di alluminio occorrono:
  • Bauxite (minerale dal quale si ottiene l’alluminio)
  • 14/16 kWh di energia 

 Approfondimenti:
PDF Manuale Raccolta Differenziata


Fonte:  http://www.difesambiente.it/uomo_ambiente/raccolta_differenziata.html


Per produrre 1 Kg di alluminio da materiale riciclato occorre:
  • Solo 0.7/0.8 kWh di energia 
 

mercoledì 4 settembre 2013

Dal riscaldamento globale alla dittatura mondialista Global warming o global freezing?





Questo articolo � stato tratto dall�ultimo bellissimo libro dell�amico giornalista e scrittore Maurizio Blondet: �Cretinismo scientifico e sterminio dell�umanit��, edito da Effedieffe.
 Dal riscaldamento globale alla dittatura mondialista
Global warming o global freezing?
Marcello Pamio � 11 agosto 2013
Il termine Global Warming � un neologismo entrato nel vocabolario della lingua italiana, a tal punto che lo stanno insegnando nei libri di scuola fin dalle elementari.
Tutti, soprattutto i pi� piccoli, devono sapere che il problema pi� impellente al mondo � il riscaldamento.
L�immensa grancassa dei mezzi di comunicazione di media, e quindi dei poteri forti che li gestisce e controlla, sta allarmando il mondo intero del pericolo mortale del riscaldamento globale, attribuendone la causa all�uomo.
Come mai?
Il riscaldamento del clima � un fatto e nessuno lo mette in discussione - anche se poi vedremo che le cose non stanno proprio cos� - ma da questo affermare che � solamente l�attivit� umana la causa, ce ne passa di acqua sotto il ponte.
La storia per fortuna viene in aiuto: nella Francia del 1719, una canicola eccezionale fece morire oltre 450 mila persone.
Entro il 2070 si scioglieranno i ghiacciai
Questo � uno dei tanti titoli pubblicati a caratteri cubitali e ripreso dai media maistream di tutto il mondo. Non abbiamo scampo, si stanno sciogliendo i ghiacciai e finiremo sommersi dalle acque o cotti dal calore del sole.
I ghiacciai alpini si stanno liquefacendo, come pure la calotta polare, si restringe la Groenlandia, i mari si alzano,  ecc.
Colpa ovviamente dell�uomo!
Le previsioni sono infauste, per non dire apocalittiche: dove fa caldo far� caldissimo, e dove fa freddo avremo una glaciazione tipo Siberia. In pi� spariranno molte citt� costiere.
Tutto questo tra il 2010 e il 2020.
Non tutti sanno per� che l�ambientalismo catastrofico � mosso da interessi costituiti potentissimi e dall�ideologia della �crescita zero�, ed � teleguidato direttamente dalle fondazioni Rockefeller�
La Corrente del Golfo
Ad essere in questione � la Corrente del Golfo che porta l�acqua riscaldata nel Golfo del Messico verso nord, rendendo mite il clima del Nord America e dell�Europa settentrionale ed evitando che siano coperte dai ghiacci.
Quando la Corrente, che nel suo percorso da sud scorre in superficie, arriva alle estreme latitudini nord, si raffredda e diventa pi� densa, quindi sprofonda e nel fondo oceanico ripercorre all�inverso la sua rotta, tornando verso l�Equatore. Qui si riscalda, risale in superficie e riprende la rotta verso nord. E� questo il motore che esenta l�Inghilterra, nonostante la sua alta latitudine dal clima che domina il Mar Baltico siberiano. Da un po� di tempo per� questo motore perde colpi. La causa: lo scioglimento dei ghiacciai dell�Artide: l�acqua dolce diluisce la salinit� della corrente e ci� impedisce che nella rotta di ritorno essa sprofondi completamente.
Rallentamenti della Corrente sono avvenuti pi� volte in passato, assai prima dell�era industriale. L�ultima nel 1300 d.C. che determin� in Europa la �piccola era glaciale� che perdur� per due secoli.
Non solo, la corrente 8200 anni fa si ferm� del tutto: l�Europa si copr� di ghiacci spessi anche 750 metri. Le isole britanniche e il Nord America erano dominate da un clima siberiano. Ci volle un migliaio di anni perch� le zone tornassero abitabili.
Oggi, un rapporto del Pentagono ventila la possibilit� che la corrente non solo rallenti, ma si arresti di nuovo.
Il mistero delle gocce di acqua
Gocce d�acqua che restano liquide a  gradi sottozero: impossibile? Dovrebb

domenica 1 settembre 2013

Schiavone: “Ho detto dove sono i rifiuti tossici, non bonificano perché costa troppo”


“Otto giorni è il tempo del dolore e della meraviglia. Per questo facevamo passare una settimana fra un omicidio e l’altro”. Così Carmine Schiavone, ex boss dei casalesi e collaboratore di giustizia dal 1993. Ma se lo scalpore per certe notizie ha vita breve, al contrario i danni ambientali dello sversamento di rifiuti tossici nelle cave della Campania hanno una durata lunghissima. Fino a quando non vengono rimossi. E qui casca l’asino. “Io certe cose, come i luoghi esatti dove è interrata l’immondizia più pericolosa, le ho dette nel 1997 durante le audizioni in commissione Ecomafie – racconta Schiavone – Sapete cosa mi dissero? Che era impossibile bonificare perché servivano troppi soldi”. A distanza di quasi vent’anni, quelle parole oggi sono ancora coperte dal segreto, mentre milioni di persone rischiano di ammalarsi gravemente. Secondo l’ex capoclan, nelle terre dell’agro di Caserta sarebbero finite anche “cassette di piombo con materiale nucleare”, arrivate dal nord Europa. “Andammo a fare un sopralluogo a Casale – ricorda – Siamo dovuti scappare via per il livello di radioattività   di Andrea Palladino

Fonte: 
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/08/31/schiavone-so-dove-sono-rifiuti-tossici-in-campania-non-bonificano-perche-costa-troppo/243151/ 


giovedì 8 agosto 2013

L'inquinamento elettromagnetico fa male!! Ghiandola Pineale e melatonina -Corrado Malanga- (Video)

 

Accertati i devastanti effetti dell'esposizione EMF sull'essere umano. La loro influenza, sulla Pineale e sulla melatonina, ancora negata dalla scienza ufficiale.



L'ecologia è di moda e le forze politiche si mettono in gioco per dire la loro, eleggendola, in alcuni casi, a cavallo di battaglia per accaparrarsi voti, facendo leva sulle paure della gente, paure dell'inquinamento, o dello smaltimento dei rifiuti tossici, ad esempio. Rifiuti, un sottoprodotto della produzione che invade il mondo e a farne le spese sono tutte le classi sociali. Nessun imprenditore o banchiere costruirà la sua villa vicino ad una discarica, né permetterà, con i suoi appoggi politici, che ciò mai avvenga, al contrario di quello che accade in molti comuni della penisola dove, in cambio di vantaggi di dubbia consistenza, si accetta di convivere con la spazzatura delle grandi città. È però altresì vero che non è l'inquinamento che si vede quello più pericoloso. Ne esistono forme estremamente subdole, pur sempre sottoprodotti della civiltà industriale e consumistica.
Che il numero di malati di cancro aumenti giornalmente non è un mistero e qualcuno, o qualcosa, deve essere responsabile di questo oggettivo dato di fatto. Gli interessi politici, industriali, di mercato e della gente comune percorrono in questa ricerca di chiarimenti, strade diverse. Un esempio per tutti. Si dice che l'inquinamento da campi elettromagnetici (EMF) sia un problema di una certa gravità, ma le notizie che ci vengono propinate in proposito sono le più confuse possibile. Insospettisce che alcune case costruttrici di telefoni cellulari - sulla cui nocività il dibattito è aperto - consiglino di non farne uso per più di un quarto d'ora al giorno. Supponendo che al produttore non interessi la nostra bolletta telefonica, quanto piuttosto la nostra salute, non si capisce l'invito ad un uso non prolungato del cellulare se tale apparecchio non è nocivo. Ci si consenta di dubitare che l'industria delle telefonia mobile abbia a cuore il nostro bene fisico, quanto la nostra capacità d'acquisto, ridotta a zero se siamo crepati di tumore. Cosa c'è dietro tutto ciò?

FRA I DISTURBI, INSONNIA E LETARGIA
Una ricerca di letteratura ci ha consentito di verificare qualcosa sull'inquinamento da onde elettromagnetiche ed affini. Partiti decisamente scettici, pensando si trattasse di una montatura dei media, ci siamo dovuti ricredere. La ricerca, via internet, ha riempito due megabyte di memoria nel nostro computer solo con i titoli di articoli scientifici pubblicati negli ultimi anni riguardo gli effetti di campi elettromagnetici su sistemi biologici (piante, animali superiori e inferiori e uomo). I risultati smentiscono recisamente che non ci siano ancora dati sufficienti per sapere se i campi elettromagnetici facciano bene o male o comunque interagiscano con noi. Gli effetti sono pressoché infiniti, reali e devastanti.
Tralasciamo per brevità gli innumerevoli esperimenti che vengono effettuati sugli animali e sulle piante e parliamo subito della razza umana.
Le esposizioni a campi elettromagnetici producono stati di percezione alterata, insorgenza di tumori, disturbi della visione e della percezione in generale, gravi problemi alla pelle, fenomeni di insonnia o di letargia, incapacità di orientamento, visione di esperienze irreali paragonabili alla somministrazione di farmaci droganti, incidenze di aborto su donne incinte, analgesia (incapacità di sentire lo stimolo del dolore) in alcune parti del corpo, e il missing time, cioè perdite di memoria.

mercoledì 24 luglio 2013

Dannosità delle onde Wi-Fi

Un gruppo di cinque giovani studentesse della scuola danese di Hjallerup ha condotto un esperimento sui semi di crescione.
Queste studentesse erano interessate a determinare se le onde wifi influenzato o meno lo sviluppo di alcune piante.
I risultati sono impressionanti.
Per 12 giorni, hanno studiato dei semi di crescione.
Il primo gruppo di semi è stato esposto a microonde wireless, il secondo invece è stato isolato da qualsiasi radiazione.
Risultato: i semi esposti alle radiazioni hanno appena germogliato e alcuni sono persino mutati, mentre quelli non esposti alle radiazioni, si sono sviluppati senza problemi (come mostrato nelle due foto qui sotto).
Questi giovani studenti hanno preparato la loro esperienza, disponendo i loro semi in 12 piatti, in due stanze separate, la prima esposta a onde di un router standard 802.11g WiFi IEEE, la seconda invece isolata. Illuminazione e irrigazione sono state identiche per tutti.
L'idea di questo esperimento è venuto per la difficoltà di concentrazione in classe.
Uno di questi ragazzi spiega: "Abbiamo pensato che la difficoltà di concentrazione e talvolta insonnia a scuola, derivasse dal fatto che avevamo dormito con i nostri telefoni cellulari accanto alla testa". Da questa osservazione, hanno elaborato l’esperimento che mostra l'effetto delle onde . Aggiunge infine che "è davvero spaventoso osservare un simile effetto e siamo rimasti veramente colpiti da tali risultati"
Semi di crescione esposto alle radiazioni Wifi Semi di crescione non esposti al Wifi
Questo esperimento semplice e geniale ha sùbito attirato l'attenzione degli esperti di onde elettromagnetiche. Alcuni seri ricercatori nel Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi hanno mostrato interesse per il progetto. Alcuni hanno deciso di ripetere l'esperimento nei loro laboratori.
Il prof. Olle Johansson del Karolinska Institute di Stoccolma ha detto: "nei limiti delle loro competenze, le ragazze hanno sviluppato e documentato un lavoro di grande eleganza. La ricchezza dei dettagli e la precisione è esemplare, la scelta di crescione è stata molto intelligente"
Alla fine, gli studenti hanno ricevuto il premio "Giovani Ricercatori".
Forti delle conclusioni del loro esperimento, hanno deciso di togliere i telefoni cellulari dalle loro stanze, e spegnere i loro computer prima di coricarsi.
In tutto il mondo il wifi sta diventando sempre più comune, potente e veloce.
Recentemente, la Samsung ha battuto un record di velocità ottenendo una connessione di rete wireless dalla velocità di 40 Gb/s. Con tale velocità si è in grado di trasferire 10 filmati HD in un secondo. 

Fonte: 

giovedì 11 luglio 2013

Liscivia e pulizia come prodursela in casa



La liscìvia, popolarmente denominata lisciva e lìscia[1], è una soluzione alcalina contenente di solito idrossido di sodio, comunemente chiamato soda caustica, oppure idrossido di potassio; può essere ottenuta anche come miscela di sapone e carbonato, perborato o perossido di sodio. Si tratta di un detersivo naturale a bassissimo impatto ambientale. Nell'uso comune, come detergente per panni formato da una soluzione di acqua e cenere, è sinonimo di rànno[1].

 I primi saponi sono stati ottenuti con l'azione della liscivia sui grassi come olio d'oliva o sego; tale processo è conosciuto come saponificazione. L'abitudine ad adoperare la liscivia è molto antica.[2] L'uso della cenere è documentato fino dai tempi dei Romani, e si conserva per tutto il medioevo ed il Rinascimento con note presenti a titolo esemplificativo anche in testi poetici. Dai paesi del nord Europa viene poi l'uso di aggiungere materiale grasso animale o vegetale per ottenere così un rudimentale sapone.


La liscivia è prodotta setacciando della cenere per eliminare grumi o parti parzialmente incombuste. Disposta in una pentola, comunemente usata per questo solo scopo e non di alluminio, la cenere viene mescolata con cinque parti d'acqua (rapporto in volume). Portato ad ebollizione, a fuoco lento e mescolando con frequenza, il composto viene prima stabilizzato, controllandone l'ebollizione e poi lasciato cuocere per circa 2 ore. Una bollitura prolungata ne causerà un eccessivo aumento di forza, rendendola troppo aggressiva. Un accorgimento empirico per testarne l'efficacia prevede che se ne passi una goccia sulla lingua: se viene percepito un lieve pizzicore la liscivia è pronta.
Lasciata prima decantare e raffreddare, la liscivia viene filtrata con un panno di cotone, prestando attenzione che la fondata formatasi nel recipiente di bollitura non si sommuova. Si otterrà così un liquido abbastanza limpido, facile da conservare, per lunghi periodi, in recipienti di vetro o plastica.

 Un metodo alternativo è quello a freddo. La cenere e l'acqua vengono lasciati per un periodo di 3 settimane in un contenitore di plastica (generalmente un secchio) mescolando almeno un paio di volte al giorno. L'acqua si trasformerà pian piano in liscivia assorbendo i sali caustici dalla cenere. Trascorso il periodo lasciar riposare per 1 giorno e prelevare delicatamente con un mestolo la liscivia, versandola direttamente in bottiglie di plastica o di vetro tramite un imbuto. La forza della liscivia così ottenuta sarà leggermente inferiore a quella ottenuta con il metodo a caldo ma il tempo di lavoro richiesto e l'impatto ambientale saranno praticamente nulli.


Usata molto in passato come sbiancante, sgrassante, disinfettante, pulizie domestiche, era anche usata per l'igiene personale in forma estremamente diluita. Il suo potere detergente è accompagnato da una blanda azione corrosiva, è giusto considerare quest'aspetto in quanto, anche se naturale, la liscivia è di per sé un prodotto non privo di controindicazioni.
Come detersivo per il bucato è apprezzato non solo per le sue proprietà pulenti ecofriendly ma anche per il costo ridotto.
Può essere usata per sgrassare padelle ed altre stoviglie molto grasse versandone un poco direttamente sopra e strofinando con una pezzetta. In caso di stoviglie molto unte il procedimento va ripetuto, dopodiché è sufficiente un veloce risciacquo in acqua. Mentre si effettua questo procedimento si vedrà formarsi una soluzione acquosa giallognola data dalla reazione tra liscivia e grasso, ovvero l'inizio di un processo di saponificazione.
Oltre alla liscivia, nel suo processo di produzione, si ottiene una pasta di cenere che risulta altrettanto ottima per la pulizia delle stoviglie. Oggi la liscivia può essere abbinata anche ad altri detergenti come il più semplice sapone di Marsiglia, questo quando si è in presenza di sporco resistente. Si ricorda però che essendo la liscivia un prodotto alcalino, non deve essere mescolato con sostanze acide, pena l'azzeramento di qualsiasi effetto detergente in quanto darebbe origine a dei sali neutri.

Fonte: 

 Come fare Metodo a freddo e caldo


La lisciva (o liscivia) è un preparato alcalino naturale ricavato dalla cenere, molto utilizzato in passato come ottimo detersivo per il bucato, pavimenti e stoviglie. Ha un costo di preparazione praticamente nullo e non ha scadenza.
La lisciva si presenta incolore e può sembrare innocua ma è un detersivo molto potente e per questo va usata diluita in acqua. Può essere usata per pulire e sgrassare efficacemente le stoviglie, come sbiancante per il bucato o per potenziare l'azione pulente del sapone da bucato (è sconsigliata sui tessuti delicati perchè potrebbe nel tempo essere troppo aggressiva), per lavare vetri, pavimenti (diluita) e tutte le superfici in genere tranne marmo e legno che invece ne vengono corrosi. Per quanto riguarda la pulizia può essere sostituita completamente alla varechina (o candeggina), che invece è a base di cloro e per questo molto inquinante e dannosa per la nostra salute.
INGREDIENTI:

sabato 6 luglio 2013

Estratti dal libro "Camminare" di Edwin Thoreau

 
Henry David vide in quel conflitto nient'altro che un atto di agressione ingiustificato, e per protesta rifiutò da quel momento in poi di pagare le tasse al governo di Washington. Per tutta risposta il governo lo fece arrestare e rinchiudere in prigione, ma lui accettò la pena con orgoglio e soddisfazione. Emerson, preoccupato, andò subito a fargli visita, e gli fu consentito di avvicinarsi ale sbarre della cella in cui era rinchiuso l'amico. Gli chiese " Dio mio, David che cosa ci fai lì dentro?". E lui rispose: " Dimmi tu, piuttosto, caro Waldo: che cosa ci fai là fuori?" 
Se sei pronto a lasciare il padre e la madre, e il fratello e la sorella, e la moglie e il figlio e gli amici, e a non rivederli mai più; se hai pagato i tuoi debiti, e fatto testamento, se hai sistemato i tuoi affari, e se sei un uomo libero, allora sei pronto a metterti in cammino.
se ne stanno nelle loro botteghe non solo l'intera mattinata, ma anche tutto il pomeriggio, magari seduti con le gambe accavallate, come fanno in molti - quasi che le gambe fossero fatte per sedervisi sopra e non per mettersi eretti o camminare... 
Mi allarmo quando, addentrandomi per un miglio in un bosco, mi accorgo di camminare con il corpo senza essere presente con lo spirito. Vorrei, nei miei vagabondaggi pomeridiani, dimenticare le occupazioni del mattino e gli obblighi sociali. Ma talvolta non è facile liberarsi delle cose del villaggio. Il pensiero di qualche lavoro si insinua nella mente e io non sono più dove si trova il mio corpo, sono al di fuori di me. Vorrei, nei miei vagabondaggi, far ritorno a me stesso. Perchè rimanere nei boschi se continuo a pensare a qualcosa di estraneo a quel che mi circonda? Difido di me stesso, e non posso non rabbrividire quando mi accorgo di ssere sino a tal punto coinvolto nelle faccende quotidiane, per utili che siano, e talvolta accade.
Ho visto staccionate a metà distrutte, con le estremità disperse nella prateria, e un qualche miserabile avaro verificare con un agrimensore i propri confini, mentre il cielo viveva ovunque intorno a lui, ed egli non vedeva gli angeli volteggiare, ma cercava un vecchio buco per piantare un palo in mezzo al paradiso. 
 E gli uomini ricercano pellegrinaggi, e i pellegrini terre sconosciute. G. Chaucer

La pubblicità di Sky arriva direttamente nel cervello grazie alla conduzione ossea (video)




I sogni sponsorizzati potrebbero presto diventare realtà. Se siete soliti riposare durante un viaggio in treno appoggiando la testa al finestrino, potrebbe essere arrivato il momento di rivedere le vostre abitudini. A meno che non siate interessati a ricevere l’ ennesimo bombardamento pubblicitario. E’ nata, infatti, delle geniali menti dell’ agenzia pubblicitaria BBDO assoldata da Sky Germania l’ idea di inserire dei diffusori pubblicitari a conduzione ossea direttamente all’ interno dei finestrini di alcuni treni tedeschi per diffondere nuove offerte legate all’ emittente televisiva di Rupert Murdoch. Per il momento, si tratta di uno strumento pubblicitario in via sperimentale che, però, potrebbe diventare un vero e proprio supplizio per quei viaggiatori che, esausti, tentano di trovare ristoro durante i viaggi in treno. Il funzionamento è affidato ad un ripetitore a conduzione ossea che trasmette le vibrazioni all’ interno del finestrino e le riproduce direttamente “nella testa dei passeggeri” quando questi la appoggiano al vetro. La sensazione appare simile a quella di avere una voce interiore che consiglia di scaricare un’ applicazione o aderire ad un determinato abbonamento, mentre all’ interno del vagone nessun altro è in grado di ascoltare lo “spot“. Sembra proprio che la pubblicità sia ormai pronta ad occupare ufficialmente anche i nostri pensieri, ma davvero non sembrava essercene bisogno

 LA FINESTRA CHE PARLA – Il progetto, denominato “The talking window”, “La finestra che parla”, è stato presentato in anteprima al Festival internazionale della creatività di Cannes nel mese di giugno ed attende l’approvazione dell’emittente Sky. Si prevede la diffusione di messaggi pubblicitari in treno attraverso i finestrini ai quali sono soliti appoggiarsi i passeggeri. Precisamente un trasmettitore speciale  rilascia oscillazioni ad alta frequenza che vengono poi convertite in suono nel cervello, senza che i segnali acustici viaggino attraverso l’orecchio. Il contatto della testa con il vetro consente, dunque, la trasmissione degli impulsi direttamente al cervello, durante le fasi di relax. I viaggiatori in sostanza ricevono informazioni senza che esse vengano veicolate per via aerea.
  
Fonti:
 http://tech.fanpage.it/la-pubblicita-di-sky-arriva-direttamente-nel-cervello-grazie-alla-conduzione-ossea/

http://www.giornalettismo.com/archives/1016641/la-pubblicita-di-sky-che-arriva-direttamente-al-cervello/ 

sabato 8 giugno 2013

Weather modification / inseminazione delle nuvole

Who We Are

Weather Modification, Inc., is a global atmospheric sciences company committed to continued advances in the field of weather modification. Whether it’s identifying the potential benefits of cloud seeding or monitoring air quality, we are dedicated to providing sound, scientific atmospheric solutions.

Nearly 50 Years of Expertise in Atmospheric Sciences

Weather Modification Inc., was founded in 1961, in the small town of Bowman, ND. Bowman is located in an area of the state where the average rainfall is near desert amounts and hail is common. In order to preserve the livelihood of the agricultural community, two pilots/farmers decided to enter the forefront of weather modification.
Our tradition of leadership and innovation continues to direct our future. What started as two aircraft and two pilots has grown to nearly 40 aircraft and more than 80 team members. We continue to expand our services and products to meet emerging client needs. Over the last fifteen years, WMI has broadened its service offerings to include environmental monitoring and expanded atmospheric assessment and evaluation.
Core values of quality, reliability, and innovation provide the framework for Weather Modification, Inc., These values, and our ever-changing planet, will continue to direct our team of scientists, meteorologists, electronics technicians, pilots, and maintenance engineers.

 

A Fleet Built for Success

Weather Modification, Inc., has been modifying and operating aircraft for cloud seeding and atmospheric research operations since 1961. We maintain and operate a fleet of more than 35 twin-engine aircraft in various configurations that meet the needs of every client.
Weather Modification, Inc., uses several models of aircraft in our own operations, although we can adapt our equipment to virtually any type of aircraft for specific customer needs. Weather Modification, Inc., has the following aircraft types in service and available at this time:

Aircraft Modification

If you operate your own aviation fleet, we can provide custom-modified aircraft to match your specific mission requirements - or we can modify your existing aircraft to perform the operations required.
Our talented team of experienced technicians facilitates the entire process - from design to modification to US Federal Aviation Administration (FAA) standards certification. Weather Modification, Inc., can also perform any necessary maintenance required or upgrades requested by the client during the modification process.

Some of the modifications that we currently perform are:

  • VIP Transport
  • Photographic Equipment
  • Remote Sensing
  • Environmental Monitoring
  • Telemetry
  • Atmospheric Chemistry
  • Cloud Physics Measurements
  • Air Ambulance
  • Cloud Seeding

Weather Modification, Inc. has acquired US FAA Supplemental Type Certificate (STC) for select seeding equipment on the following aircraft:

  • Hawker 400
  • King Air 350, 200, and C90
The STC ensures that equipment is built and installed to the highest aviation standard for safety and performance.

Aircraft Sales and Leasing

  • We can provide air and ground staff for a turnkey program
  • Unparalleled support from our maintenance and flight department assures smooth operation for your project
  • Support is available 24-hours a day, 7-days a week, around the globe
Let us locate, evaluate, and facilitate the purchase of a suitable aircraft for your needs.


MARKETS:

Firefighting
Oil Spill Containment
Weather Modification
Biochemical Decontamination

The Evergreen Supertanker is not just limited to fighting fire. It will be a true utilitarian aircraft with the capability to configure to different applications on short notice. This multimission aircraft can support sensitive security and environmental missions. The aircraft’s exceptional drop capabilities, loiter time and size make it an ideal tool to perform challenging homeland security missions, able to neutralize chemical attacks on military installments or major population centers, and help control large, environmentally disastrous oil spills.

In addition, the upper deck of the Boeing 747 provides over 200 square feet of space that could be assigned as a command and control center. EIA possesses an FAA exemption number 1870C that permits the carriage of up to five individuals that are not crewmembers in the upper deck. This area is capable of providing space for command and control components that would assist in sophisticated mapping, incident monitoring and video/communications downlink relay that might require additional personnel over and above the required crew.

Origin:  http://www.evergreenaviation.com/supertanker/index.html

INSEMINAZIONE DELLE NUVOLE

Con inseminazione delle nuvole, semina delle nuvole o ancora col termine inglese di cloud seeding s'intende una tecnica che mira a cambiare la quantità ed il tipo di precipitazione attraverso la dispersione in atmosfera di sostanze chimiche che fungano da nuclei di condensazione per la formazione di nubi o nuclei di ghiaccio, in modo da alterare i processi microfisici all'interno delle nubi stesse.

Presupposti teorici