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sabato 12 ottobre 2013

Estratti dal libro "Scoperte scientifiche non autorizzate" di Marco Pizzuti



Ripercorrere quindi passo dopo passo la vita e le opere di questo scienziato dimenticato servirà a fare finalmente luce su alcune tecnologie nascoste per motivi di elitario interesse. Misteri ufficialmente irrisolti come i cosidetti velivoli UFO dei nazisti, lo sviluppo delle armi geofisiche, del sistema HAARP o l'imbrigliamento dell'energia del vuoto, assumono infatti una veste scientifica non appena si viene a conoscenza degli studi compiuti da Nikola Tesla. Non si tratta tuttavia dell'unico caso di scienza soppressa...

Studiando inve il comportamento delle frequenze estremamente basse (ELF) Tesla si rese conto che la frequenza di risonanza della Terra era uguale a quella di risonanza dello spazio compreso tra la superficie terrestre e la ionosfera (per circa 70/80 Km da terra) fissandole quindi entrambe a circa 8 Hz (...) Le sue sperimentazioni si estesero fino fino a comprendere tutti i tipi di frequenze, comprese quelle utilizzate naturalmente dal corpo umano. Giunse così ad individuare anche gli effetti biologici positivi e negativi prodotti dai campi elettromagnetici sull'uomo. Studiò in particolar modo le frequenze dello spettro gamma bassa, dette ELF (8-20 Hz), VLF (20-100 Hz), e concluse che le onde ELF molto basse, da 4 a 7 Hz, sono altamente dannose all'attività bioelettrica del cervello. mentre altre leggermente più alte ne favoriscono il rilassamento (8Hz) e il benessere.

L'armosfera dello strato più basso, pur essendo un isolante perfetto, sotto l'effetto della grande forza elttromotrice prodotta dalle bobbine di Tesla conduce liberamente la corrente. Tesla notò che la conduttività cresceva molto rapidamente con il rarefarsi dell'atmosfera e con l'aumento delle tensioni elettriche arrivando fino al punto di lasciar scorrere la corrente come se osse un filo di rame. Telsa affermò di avere dimostrato in maniera inconfutabile come enormi quantità di energia elettrica potevano essere trasmesse agli strati più alti dell'atmosfera senza limiti di distanza. Nell'articolo comparso sull'Electrical Review del 29 marzo 1899, Tesla manifestò addirittura il timore di poter incendiare l'atmosfera durante i suoi esperimenti con grandi potenze elettriche. Sapendo quindi che la parte più bassa dell'atmosfera in condizioni normali è isolante, mentre quella più alta è conduttiva, Tesla ideò una tecnica per trasmettere e immagazzinare corrente su quest'ultima. Lo scopo era quello di rendere utilizzabile e accessibile questa corrente da qualsiasi altre parte del globo mediante l'uso di fasci di particelle conduttive posizionati a terra.

L'alta atmosfera, essendo caratterizzata dalla presenza di gas a bassa pressione, una volta ionizzata diviene un buon conduttore di elettricità. La porzione di alta atmosfera tra il trasmettitore e il ricevitore può quindi condurre corrente esattamente come un tubo al neon di proporzioni planetarie, a patto, ovviamente, che vi sia energia a sufficienza. Viceversa, la nostra Terra, che sappiamo possedere proprietà conduttrici (ottime a determinati voltaggi e frequenze), ha un raggio di circa 6000 km ed è circondata da un piccolo strato di bassa atmosfera che ha invece caratteristiche isolanti. Il nostro pianeta riceve molta energia dalle particelle cosmiche di cui è fatto bersaglio dallo spazio (per es. dal Sole) e avendo nello stesso tempo sia un proprio movimento rotatorio che un campo magnetico, si comporta come una gigantesca dinamo. Tra l'area terrestre conduttiva e la parte di atmosfera conduttiva più alta (troposfera e ionosfera) vi sono solo i pochi chilometri di spessore della bassa atmosfera, che funge da isolante tra le prime due. Di conseguenza, creando artificialmente un collegamento tra le due zone conduttrici del pianeta, la differenza di potenziale elettrico produce un passaggio di corrente. L'energia che fluisce attraverso l'aria, infatti, è caratterizzata da un'alta tensione a bassa potenza, mentre quella che fluisce attraverso la terra da un'alta potenza a bassa tensione.
La Terra possiede una sua naturale carica negativa rispetto alla regione conduttiva dell'atmosfera, che inizia a un'altezza di 50 km. L a differenza di potenziale tra la terra e questa regione è di circa 400.000 volt. In prossimità della superficie terrestre vi è un onnipresente campo elettrico di circa 100 V/m diretto verso il basso. Un trasmettitore con bobine Tesla sintonizzato sulla frequenza di risonanza della Terra  crea un disturbo locale nella sua carica che si manifesta  come una variazione della densità del campo elettrico. Tale disturbo si propaga dal trasmettitore, ma la sua intensità diminuisce man mano che si allontana da esso. Un trasmettitore sufficientemente potente, invece, produce una distorsione del campo che si propaga ovunque, sino a raggiungere il punto del globo diametralmente opposto, per essere poi riflessa verso il punto d'origine. Mentre il metodo di trasmessione tra Terra e atmosfera richiede la costruzione di un impianto di trasmissione e di un impianto di ricezione opportunamente sintonizzati tra loro, con il sistema interamente di Terra, invece, è sufficiente un trasmettitore sintonizzato sulla frequenza di risonanza ( o una delle sue armoniche) di quest'ultima, poichè a svolgere l'importante funzione di ricevitore sincronizzato sarà la Terra stessa.

venerdì 8 marzo 2013

Esperimenti Orgonite e Acqua (foto)



L'Articolo Completo Qui:


"Prima di procedere è bene formulare qualche precisazione sulle prove effettuate:
Gli esperimenti sono stati condotti con dell’acqua di sorgente che ha subito una «bidistillazione», ciò perché v’è la necessità che il liquido sia il più puro possibile. La presenza di sostanze estranee disciolte (come ad esempio cloro, calcio, magnesio, ecc.) rende il congelamento meno omogeneo deformando le strutture interne del ghiaccio.
Abbiamo cercato di influenzare l’acqua il meno possibile con i nostri pensieri, evitando attese, aspettative e ogni forma di pregiudizio mentale. In pratica abbiamo cercato (per quanto possibile) di «mantenerci neutrali» consapevoli del fatto che le vibrazioni del pensiero possono influenzare il risultato.
Il più delle volte l’acqua degli esperimenti è stata dapprima congelata senza l’influsso dell’Orgonite, quindi scongelata e infine ricongelata con l’Orgonite. Naturalmente in questi tre passaggi è stato usato il medesimo contenitore.
L’Orgonite, l’acqua e annesso contenitore di vetro sono poste insieme nel congelatore. In questo modo l’acqua può impregnarsi delle «radiazioni orgoniche» per tutto l’arco di tempo in cui avviene la soldificazione.
Durante il congelamento abbiamo rivolto la «punta positiva» dell’Orgonite nella direzione dell’acqua. Ogni Orgonite ha, infatti, una porzione che irradia energia positiva (Maschile, Yang) e una che emana energia negativa (Femminile, Yin). Da un esame radiestesico (cioè con l’ausilio di un pendolo) è possibile verificare la polarità di ogni Orgonite. Un moto rotatorio destrorso indica, di solito, una vibrazione positiva.

Di seguito troverete delle gallerie fotografiche, una per ogni singolo esperimento. Ricordiamo che questa pagina (come tutte le altre del nostro sito) è «Work In Progress»; dunque verrà aggiornata con nuovi dati e testimonianze fotografiche cammin facendo. "



" Conclusioni provvisorie

I risultati degli esperimenti che abbiamo voluto compiere sull’acqua e l’effetto che l’Orgonite ha su di essa destano una certa curiosità. Abbiamo verificato che il ghiaccio cristallizza sempre in modo differente. Ogni porzione d’acqua, infatti, si comporta come fosse un individuo con caratteristiche tutte sue.
Crediamo che queste differenze dipendano non solo dall’acqua stessa ma anche dalla qualità dell’orgone presente nell’aria. Sappiamo, infatti, che l’energia orgonica è un’entità dinamica cioè in continuo mutamento. L’acqua si mostra particolarmente sensibile a questa variabilità. Abbiamo altresì verificato che l’Orgonite influenza l’acqua amplificando l’energia orgonica che in essa è immagazzinata. Certamente queste sono delle conclusioni parziali; faremo altri esperimenti di questo genere nella speranza che ci forniscano nuove indicazioni sulla misteriosa energia orgonica e sulle interazioni tra essa e gli esseri viventi, e non mancheremo di riportarne i risultati su queste pagine. Dunque, Carissimi Amici, al prossimo esperimento."

sabato 2 marzo 2013

orgonite


Orgone - Holy Hand Granade (HHG) piramidale


Cos’è l’Orgonite?



Con il termine «Orgonite» si fa riferimento a un particolare materiale che fu il prodotto di molteplici osservazioni fatte da alcuni ricercatori indipendenti negli anni 80, in particolare dall’austriaco Karl Welz e dall’americano Don Croft.
 A quanto sembra, però la parola «Orgonite» fu coniata da Welz che solitamente ne è anche considerato l’inventore.

Nello specifico questo ricercatore scoprì che piccoli frammenti di metallo sospesi in resina epossidica indurita producevano un materiale il cui effetto è molto simile a quello sperimentato da Reich nei suoi accumulatori orgonici (ORAC) costituiti da una sovrapposizione di strati di materiali organici e fogli metallici.
Alla miscela di resina e metallo è solitamente aggiunto un cristallo di quarzo.
Inoltre Welz si rese conto che tale materiale possedeva anche l’importante caratteristica di ripulire e trasformare il temibile orgone negativo (DOR, Deadly Orgone) in Orgone positivo (OR) a beneficio di tutti gli esseri viventi.
In pratica, secondo la teoria, la matrice composta da resina e da frammenti metallici attrae e concentra l’energia orgonica presente nell’ambiente circostante, dopo di che il cristallo di quarzo conferisce all’Orgone la sua vibrazione originaria.
Questo notevole materiale fu, appunto, chiamato Orgonite.

Tuttavia v’è da sottolineare che il termine oggigiorno è entrato nell’uso comune a tal punto che è utilizzato non solo per indicare il particolare materiale ideato da Welz ma anche tutti quei materiali risultanti da ogni possibile variante e che sfruttano il medesimo concetto di base, ossia una miscela di elementi metallici con componenti organiche.

In verità ci possono essere infinite variazioni sul tema, infatti, alla miscela possono essere aggiunte diverse altre sostanze in modo tale da rendere l’effetto (pulizia dell’orgone negativo e accumulo di orgone positivo) più potente rispetto alla ricetta «classica» iniziale.
Inoltre diversi ricercatori tentano anche la via della «specializzazione» dell’Orgonite in modo da rendere il materiale più adatto alle differenti applicazioni.
In altre parole il limite concreto delle variazioni sul tema è fornito solamente dalla fantasia umana.

L’orgonite si adatta meravigliosamente per essere un valido supporto in tutte quelle discipline metafisiche e meditative (come ad esempio il Reiki, il Tai Chi, lo Yoga e le diverse forme di preghiera) che normalmente utilizzano l’orgone come forza motrice spirituale.
Infatti, l’orgone è anche chiamato «Ki» (o Qi), Energia Reiki, Forza Magica, Prana, Energia Eterica, Bioenergia, Fluido, Energia Astrale, Forza di Vita, Spirito Universale, Spirito Santo e con infiniti altri nomi.
Inoltre, poiché l’orgonite trasforma l’energia nociva per la salute in energia «sana» può essere utilizzata con profitto in tutte quelle tecniche di medicina alternativa (come ad esempio la Cristalloterapia, Radionica, Radiestesia medica, tecniche di guarigione attraverso il Ki, ecc., ecc.) per potenziare indefinitamente gli effetti curativi sui pazienti.

martedì 12 febbraio 2013

Come costruire un Chembuster per dissolvere le scie chimiche e bilanciare clima e condizioni meteorologiche.




Articolo di Don Croft <terminator3@turbonet.com>
Postato in origine da Stephanie Relfe su http//www.metatech.org
 
Definizione di una scia di condensa (contrail): Una scia di condensa si forma quando un aereo viaggia a quote elevate (circa 30.000 piedi o più, equivalenti a circa 9.144 metri ) e comprime l'aria in vapore acqueo e cristalli di ghiaccio attraverso i motori e il profilo alare che taglia l'aria a forte velocità. Questa scia scompare da pochi secondi a 15 minuti dopo, poiché i cristalli evaporano.
Definizione di una scia chimica (chemtrail): Il termine chemtrail è relativamente nuovo in quanto è nato pochi anni fa proprio con l'apparire delle scie chimiche. Una scia chimica è molto diversa da una scia di condensa (contrail). A prima vista una scia chimica potrebbe sembrare molto simile a una scia di condensa, tuttavia, invece di scomparire come farebbe una scia di condensa, una scia chimica continua a spargersi in maniera uniforme fino a formare una formazione nuvolosa sottile, simile a nebbia ad alta quota, fino a formare un banco nebbioso che copre una vasta area. Queste scie attraversano il cielo da un capo all'altro dell'orizzonte e restano nell'aria da 5 ad anche 8 ore…
E' noto che queste formazioni rendano quello che in origine era un cielo blu pulito in una copertura nebbiosa grigiastra uniforme. (Nota: al giorno d'oggi ci sono già molti Chembuster presenti in molte nazioni, per cui se doveste vedere delle scie chimiche che non durano a lungo potrebbe significare anche che ci sia un Chembuster in quella zona). Le attuali ricerche indipendenti effettuate hanno dimostrato che queste scie chimiche sono, almeno in parte composte da una sostanza oleosa di origine sconosciuta che viene correntemente spruzzata da jet delle dimensioni di quelli di linea su quasi ogni area popolata del globo. Si è scoperto anche che alcune scie chimiche contengono cellule sanguigne, alluminio, micoplasma (un agente patogeno ultra microscopico difficilmente o anche impossibile da rilevare con le attuali analisi mediche) virus e altri componenti biologici sconosciuti. Ci sono anche molti rapporti di incremento di malattie, specialmente quelle respiratorie, nelle aree dove vengono spruzzate queste scie.
Queste vengono spesso spruzzate da jet di linea bianchi che non hanno numeri di identificazione stampati, come sarebbe obbligatorio. Spesso si può notare questi jet passare in cielo senza fare nessuna scia, e all'improvviso quello stesso aereo inizia a lasciare una netta ed evidente scia. Sono stati anche fotografati casi in cui una scia inizia a presentare brevi interruzioni, come se l'aereo avesse finito la sostanza chimica in un serbatoio e fosse dovuto passare a una nuova riserva.
Per maggiori informazioni e foto sulle scie chimiche si veda:

http://www.nexusitalia.com/sciechimiche.htm (ottimo sito in Italiano con molte foto).
Storia del Cloudbuster.
Il Cloudbuster di Wilhelm Reich era ben conosciuto per la sua capacità di creare pioggia. Il problema era posto dall'utilizzo continuativo, dal fatto che l'energia orgonica disorganizzante (DOR) assorbita dal dispositivo poteva provocare danni all'operatore se non veniva “scaricata” via sufficientemente bene. Questo scaricare via l'energia negativa fu ottenuto mediante: 1) collegando il cloudbuster a un corpo d'acqua corrente sufficientemente grande (difficoltoso) oppure 2) collegando l'uscita del cloudbuster a un accumulatore di orgone. Tuttavia, l'accumulatore di orgone diventava presto saturo di radiazione DOR che, alla fine causava ancora problemi all'operatore. Per questo motivo il cloudbuster, pur essendo una tecnologia veramente buona per l'uomo, rimase accattonata per molti anni.
Il Cloudbuster Re-Inventato.
Utilizzando le ricerche di Wilhelm Reich, abbiamo creato un dispositivo economico, trasportabile e facile da costruire che distrugge in maniera consistente le scie chimiche e sana l'atmosfera. Il “Chembuster” è la risposta a questi attacchi in corso. A differenza del Cloudbuster originale, il Chembuster trasforma l'energia orgonica disorganizzante in energia orgonica benefica e NON si satura di energia negativa o pericolosa per l'operatore. Chiunque può costruirne uno per una spesa in materiali di circa 150 Euro.
Unisciti anche tu alla battaglia – Adesso !

Wilhelm Reich Energia Orgonica e Cloudbuster / Dorbuster





Wilhelm Reich (Dobrzcynica, 24 marzo 1897Lewisburg, 3 novembre 1957) è stato un medico e psichiatra austriaco, allievo di Sigmund Freud e noto per la sua controversa teoria sulla cosiddetta "energia orgonica".

L 'importanza dell'opera di Whilelm Reich per la storia della civiltà umana è di assoluto valore e non può essere in alcun modo svilita dalle sfortunate e dolorose vicende che lo condusserro alla fine della sua vita.
Tali contributi sono:

1 Ricerche specifiche e documentate sulla repressione sociale della sessualità e sulla funzione repressiva della sessualità cui assolve la famiglia.

2 Sviluppo di istanze e politiche specifiche per la liberazione sessuale, in particolare dei giovani.

3 Studio della struttura caratteriale nevrotica e della sua funzione nell'edificazione del fenomeno di massa del Nazi-Fascismo

4 Precursore, teorico e iniziatore della medicina psicosomatica

Fonte:


L'evoluzione nella comprensione del funzionamento dell'organismo corazzato portò sempre più in evidenza quanto fosse fondamentale il concetto di blocco del flusso energetico e di contrazione cronica totale dell'organismo. Wilhelm Reich, quindi, concentrò il suo approccio terapeutico sulla mobilizzazione diretta di quei distretti muscolari le cui contrazioni croniche erano alla base del blocco e sull'utilizzo di accumulatori e definì questo specifico approccio: orgonoterapia medica. Naturalmente l'aspetto psicologico continuò ad essere tenuto presente, anzi, in alcuni casi, è questa la via primaria che conduce al dissolvimento della corazza. Tuttavia l'uso regolare di accumulatori, di coperte orgoniche, di dor-buster e di terapie bioniche, grazie all'effetto duplice di rinvigorimento energetico e di sottrazione di energie stagnante, difficilmente non trova indicazioni anche in persone il cui iter terapeutico vede privilegiare l'approccio analitico-caratteriale. Un altro vantaggio dell'orgonoterapia medica è dovuto allo stato di espansione indotto dall'Orac, che contrasta lo stato di cronica contrazione dovuto alla corazza.
Nel 1947 vennero scoperti i sette segmenti della corazza; ognuno funzionante in modo largamente indipendente dagli altri anche se, allo stesso tempo, tutti concorrono al funzionamento totale dell'organismo.
Negli Stati Uniti Reich, in breve tempo, installò un laboratorio per proseguire gli studi sulla biologia orgonica e sulla biofisica, continuò gli studi sul cancro ed iniziò la formazione in orgonoterapia con diversi medici che, nel frattempo, si erano avvicinati ai suoi studi.
Nell'estate del 1940 scoprì l'energia orgonica cosmica e, nello stesso anno, costruì il primo orgono-accumulatore. Gli studi sperimentali sulle proprietà dell'energia orgonica avevano evidenziato, fra le altre cose, che le sostanze organiche hanno la caratteristica di attrarre e trattenere l'orgone, mentre le sostanze metalliche dapprima lo attraggono, ma subito dopo lo respingono. Reich postulò che creando uno spazio delimitato da strati alternati organici e metallici, in quest'ordine dall'esterno verso l'interno, si sarebbe potuto creare, all'interno dell'accumulatore, uno spazio contenete una maggiore concentrazione di energia rispetto all'ambiente circostante. La sua ipotesi si dimostrò esatta.
Esperimenti condotti su topi cancerosi e su pazienti con cancro avanzato, misero in luce le enormi potenzialità terapeutiche dell'accumulatore. Studi di termometria evidenziarono un aumento della temperatura all'interno dell'accumulatore che non poteva essere spiegato dalla fisica tradizionale, ma che era perfettamente comprensibile se considerati secondo l'approccio funzionale energetico. I quanti di energia orgonica, una volta frenati dalle pareti dell'orac perdono energia cinetica che viene trasformata in calore.