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sabato 13 luglio 2013

come fare il sapone con lisciva o con soda caustica (video)

Sapone Senza Soda caustica

Il sapone senza soda caustica è semplice da fare e sarà un’idea regalo naturale fatta interamente con le vostre mani: ecco la ricetta del sapone fatto in casa più profumato che ci sia!
Il sapone del vostro profumo preferito non è ancora stato inventato? Fatelo voi con una ricetta semplice del sapone senza soda caustica: delicato e così facile da fare che lo potrete preparare anche insieme ai bambini!
Ingredienti:
- 250 gr di lasciva
- 120 gr di olio di oliva
- 1 litro di acqua
- 60 gr di amido di riso
- 30 gocce delle vostre essenze preferite
Preparazione:
Scaldate l’olio facendolo arrivare circa alla temperatura di 45 gradi: aggiungete quindi la lasciva mescolando continuamente. Create quindi il vostro mix profumato di essenze e versatelo nel composto continuando a mescolare. A parte mescolate l’amido di riso con l’acqua fino a quando non si sarà sciolto e aggiungete il liquido al composto sul fuoco continuando a mescolare: lasciate bollire il composto fino a quando non incomincerà a rapprendersi. A questo punto versate il vostro sapone in delle formine e aspettate pazientemente che si solidifichi: ci vorranno circa una decina di giorni e se, passati questi giorni, vi sembrerà ancora morbido, aspettate pazientemente ancora qualche giorno! Le saponette saranno quindi pronte da essere usate o regalate!



Un altro guest post di lettore anonimo.
Questa volta si parla del processo di saponificazione che, come abbiamo già visto in un post precedente, è stato inventato dagli Arabi. Il nostro lettore mascherato (che ringrazio come sempre) oggi ci spiega come realizzare il sapone in casa. Curiosi? A lui la parola.
“Ahh! Bei tempi quelli in cui ero studente di chimica e per diletto imparai la ricetta per fare il sapone in casa“. Esordisce così prima di spiegarci il procedimento passo per passo. Siete pronti a preparare il sapone in casa vostra?
INGREDIENTI
La saponificazione dei grassi è un procedimento che, con le opportune cautele, si può condurre comodamente in casa con solamente tre ingredienti:
  1. l’acqua distillata (300 gr);
  2. la soda caustica (128 gr); 
  3. un olio a scelta. 
Dei tre sicuramente la soda caustica è il componente più difficile da reperire e da maneggiare; purtroppo pero è obbligatorio per realizzare il processo di saponificazione.  La si compera nelle drogherie, nelle ferramenta e nei migliori supermercati e costa poco; viene usata anche per sturare chimicamente i servizi o i lavandini.
STRUMENTI
cosa-serve-per-fare-sapone-in-casa
Credits: sapone.ilbello.it
Avremo bisogno necessariamente di:
  • una bilancia da cucina;
  • un paio di guanti;
  • una mascherina per trattare la soda (che è corrosiva);
  • un termometro (da cucina) per misurare la temperatura dei liquidi.
Un solaio, una cantina o un garage costituiscono gli ambienti più adatti a lavorare con calma (senza bambini o animali attorno) e procedere alla creazione del sapone.
1. SCIOGLIERE LA SODA CAUSTICA
ricetta-sapone-in-casa-sciogliere-soda
Credits: benessere.atuttonet.it
Per prima cosa pesate con cautela 128 grammi di soda servendovi di un cucchiaio di plastica.
[ATTENZIONE: Maneggiare la soda caustica può essere pericoloso]
In un recipiente di vetro o di ceramica aggiungete 300 grammi di acqua distillata (quella del Sindaco non va bene perché contiene cloro); attenzione che il processo di solubilizzazione della soda in acqua va fatto un pochino per volta perché la soda a contatto con l’acqua produce una reazione chimica che la porta a schizzare dal recipiente (occhio ai vestiti); fate inoltre attenzione perché tutto il liquido si scalda sino anche a 80°C.
Dopo aver sciolto tutta la soda caustica in acqua, lasciate riposare il tutto in un posto tranquillo fino a che la temperatura non scende di nuovo a 40-45°C.
2. PORTARE L’OLIO A 45° e UNIRLO AD ACQUA E SODA
In una pentola d’acciaio inox versate 1 litro di olio di oliva (va bene anche l’olio di mandorle o di cocco) e scaldatelo fino a portarlo ad una temperatura vicina ai 45°C. 
Aggiungete  (nella pentola contenente l’olio) a poco a poco anche l’acqua con la soda disciolta. In questo modo ha inizio il processo di saponificazione.
Con un cucchiaio di legno o un vecchio frullatore ad immersione amalgamate la crema (il sapone) che si forma.
3. DARE LA FORMA AL SAPONE
ricetta-sapone-in-casa
Credits: perduedanslafondue.wordpress.com
Versate il composto così ottenuto in stampini di silicone; il tempo necessario affinché si solidifichi è di minimo 24 ore. È buona norma coprire ed isolare gli stampini con stracci molto spessi riponendoli in un luogo asciutto e fresco.
Le saponette che avrete realizzato andranno poi messe da parte per un mesetto prima di poterle utilizzare sulla pelle.
Quella appena terminata è la preparazione di base del sapone, che si presta a numerose aggiunte per realizzare il sapone “su misura”.
5. PERSONALIZZARE IL SAPONE CON FRAGRANZE A PIACERE
ricetta-sapone-in-casa-cannella
Credits: bella.it

Durante la fase di omogeneizzazione tra l’olio caldo e la soda diluita si possono aggiungere diversi ingredienti per personalizzare la saponetta:
  • un cucchiaino di polvere di caffè o di argilla o pietra pomice per dare l’effetto “peeling” o “scrub” al sapone;
  • dei coloranti naturali scelti dalla cucina per colorare il sapone che altrimenti sarebbe giallino (attenzione a scegliere sostanze che non aggrediscono la pelle come il cacao, lo zafferano, curcuma, cannella, ecc…)
  • alcune gocce di olio essenziale ad uso cosmetico, oppure fiori e frutta, per dare al sapone la fragranza desiderata.
  • si potrebbe usare anche il latte al posto dell’acqua o aggiungere miele, vaniglia, cannella o altri ingredienti da cucina per rendere il sapone più “goloso”. Attenzione però… poi il sapone non si mangia!
Insomma la ricetta illustrata è un buon punto di partenza per creare in casa un accessorio di uso quotidiano che la nostra inventiva e fantasia può portare persino a farne un originale regalo.
- See more at: http://www.bagnidalmondo.com/come-fare-il-sapone-in-casa-la-ricetta-di-bagnidalmondo/#sthash.lN6bRjsg.dpu

                                                                                                       

Sapone Con Soda Caustica 

Eccomi finalmente con la ricetta del mio primo sapone autoprodotto! Faccio una piccola premessa: è assolutamente necessario e importante rispettare le proporzioni tra gli ingredienti e fare attenzione nel maneggiare la soda caustica che è altamente corrosiva. Prima di inziare munirsi di guanti di plastica resistenti, una mascherina per le vie respiratorie e degli occhialini di plastica. Inoltre ricordo che tutti gli utensili che vengono a contatto con la soda non devono più essere utilizzati per cucinare o contenere cibi.

giovedì 11 luglio 2013

Liscivia e pulizia come prodursela in casa



La liscìvia, popolarmente denominata lisciva e lìscia[1], è una soluzione alcalina contenente di solito idrossido di sodio, comunemente chiamato soda caustica, oppure idrossido di potassio; può essere ottenuta anche come miscela di sapone e carbonato, perborato o perossido di sodio. Si tratta di un detersivo naturale a bassissimo impatto ambientale. Nell'uso comune, come detergente per panni formato da una soluzione di acqua e cenere, è sinonimo di rànno[1].

 I primi saponi sono stati ottenuti con l'azione della liscivia sui grassi come olio d'oliva o sego; tale processo è conosciuto come saponificazione. L'abitudine ad adoperare la liscivia è molto antica.[2] L'uso della cenere è documentato fino dai tempi dei Romani, e si conserva per tutto il medioevo ed il Rinascimento con note presenti a titolo esemplificativo anche in testi poetici. Dai paesi del nord Europa viene poi l'uso di aggiungere materiale grasso animale o vegetale per ottenere così un rudimentale sapone.


La liscivia è prodotta setacciando della cenere per eliminare grumi o parti parzialmente incombuste. Disposta in una pentola, comunemente usata per questo solo scopo e non di alluminio, la cenere viene mescolata con cinque parti d'acqua (rapporto in volume). Portato ad ebollizione, a fuoco lento e mescolando con frequenza, il composto viene prima stabilizzato, controllandone l'ebollizione e poi lasciato cuocere per circa 2 ore. Una bollitura prolungata ne causerà un eccessivo aumento di forza, rendendola troppo aggressiva. Un accorgimento empirico per testarne l'efficacia prevede che se ne passi una goccia sulla lingua: se viene percepito un lieve pizzicore la liscivia è pronta.
Lasciata prima decantare e raffreddare, la liscivia viene filtrata con un panno di cotone, prestando attenzione che la fondata formatasi nel recipiente di bollitura non si sommuova. Si otterrà così un liquido abbastanza limpido, facile da conservare, per lunghi periodi, in recipienti di vetro o plastica.

 Un metodo alternativo è quello a freddo. La cenere e l'acqua vengono lasciati per un periodo di 3 settimane in un contenitore di plastica (generalmente un secchio) mescolando almeno un paio di volte al giorno. L'acqua si trasformerà pian piano in liscivia assorbendo i sali caustici dalla cenere. Trascorso il periodo lasciar riposare per 1 giorno e prelevare delicatamente con un mestolo la liscivia, versandola direttamente in bottiglie di plastica o di vetro tramite un imbuto. La forza della liscivia così ottenuta sarà leggermente inferiore a quella ottenuta con il metodo a caldo ma il tempo di lavoro richiesto e l'impatto ambientale saranno praticamente nulli.


Usata molto in passato come sbiancante, sgrassante, disinfettante, pulizie domestiche, era anche usata per l'igiene personale in forma estremamente diluita. Il suo potere detergente è accompagnato da una blanda azione corrosiva, è giusto considerare quest'aspetto in quanto, anche se naturale, la liscivia è di per sé un prodotto non privo di controindicazioni.
Come detersivo per il bucato è apprezzato non solo per le sue proprietà pulenti ecofriendly ma anche per il costo ridotto.
Può essere usata per sgrassare padelle ed altre stoviglie molto grasse versandone un poco direttamente sopra e strofinando con una pezzetta. In caso di stoviglie molto unte il procedimento va ripetuto, dopodiché è sufficiente un veloce risciacquo in acqua. Mentre si effettua questo procedimento si vedrà formarsi una soluzione acquosa giallognola data dalla reazione tra liscivia e grasso, ovvero l'inizio di un processo di saponificazione.
Oltre alla liscivia, nel suo processo di produzione, si ottiene una pasta di cenere che risulta altrettanto ottima per la pulizia delle stoviglie. Oggi la liscivia può essere abbinata anche ad altri detergenti come il più semplice sapone di Marsiglia, questo quando si è in presenza di sporco resistente. Si ricorda però che essendo la liscivia un prodotto alcalino, non deve essere mescolato con sostanze acide, pena l'azzeramento di qualsiasi effetto detergente in quanto darebbe origine a dei sali neutri.

Fonte: 

 Come fare Metodo a freddo e caldo


La lisciva (o liscivia) è un preparato alcalino naturale ricavato dalla cenere, molto utilizzato in passato come ottimo detersivo per il bucato, pavimenti e stoviglie. Ha un costo di preparazione praticamente nullo e non ha scadenza.
La lisciva si presenta incolore e può sembrare innocua ma è un detersivo molto potente e per questo va usata diluita in acqua. Può essere usata per pulire e sgrassare efficacemente le stoviglie, come sbiancante per il bucato o per potenziare l'azione pulente del sapone da bucato (è sconsigliata sui tessuti delicati perchè potrebbe nel tempo essere troppo aggressiva), per lavare vetri, pavimenti (diluita) e tutte le superfici in genere tranne marmo e legno che invece ne vengono corrosi. Per quanto riguarda la pulizia può essere sostituita completamente alla varechina (o candeggina), che invece è a base di cloro e per questo molto inquinante e dannosa per la nostra salute.
INGREDIENTI: