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sabato 11 ottobre 2014
sabato 13 luglio 2013
come fare il sapone con lisciva o con soda caustica (video)
Sapone Senza Soda caustica
Il sapone senza soda caustica è semplice da fare e sarà un’idea regalo naturale fatta interamente con le vostre mani: ecco la ricetta del sapone fatto in casa più profumato che ci sia!
Il sapone del vostro profumo preferito non è ancora stato inventato? Fatelo voi con una ricetta semplice del sapone senza soda caustica: delicato e così facile da fare che lo potrete preparare anche insieme ai bambini!
Ingredienti:
- 250 gr di lasciva
- 120 gr di olio di oliva
- 1 litro di acqua
- 60 gr di amido di riso
- 30 gocce delle vostre essenze preferite
Preparazione:
Scaldate l’olio facendolo arrivare circa alla temperatura di 45 gradi: aggiungete quindi la lasciva mescolando continuamente. Create quindi il vostro mix profumato di essenze e versatelo nel composto continuando a mescolare. A parte mescolate l’amido di riso
con l’acqua fino a quando non si sarà sciolto e aggiungete il liquido
al composto sul fuoco continuando a mescolare: lasciate bollire il
composto fino a quando non incomincerà a rapprendersi. A questo punto
versate il vostro sapone in delle formine e aspettate
pazientemente che si solidifichi: ci vorranno circa una decina di giorni
e se, passati questi giorni, vi sembrerà ancora morbido, aspettate
pazientemente ancora qualche giorno! Le saponette saranno quindi pronte da essere usate o regalate!
Un altro guest post di lettore anonimo.
Questa volta si parla del processo di saponificazione che, come abbiamo già visto in un post precedente,
è stato inventato dagli Arabi. Il nostro lettore mascherato (che
ringrazio come sempre) oggi ci spiega come realizzare il sapone in casa.
Curiosi? A lui la parola.
“Ahh! Bei tempi quelli in cui ero studente di chimica e per diletto imparai la ricetta per fare il sapone in casa“. Esordisce così prima di spiegarci il procedimento passo per passo. Siete pronti a preparare il sapone in casa vostra?
INGREDIENTI
La saponificazione dei grassi è un procedimento che, con le opportune cautele, si può condurre comodamente in casa con solamente tre ingredienti:
- l’acqua distillata (300 gr);
- la soda caustica (128 gr);
- un olio a scelta.
Dei tre sicuramente la soda caustica
è il componente più difficile da reperire e da maneggiare; purtroppo
pero è obbligatorio per realizzare il processo di saponificazione. La si
compera nelle drogherie, nelle ferramenta e nei migliori supermercati e
costa poco; viene usata anche per sturare chimicamente i servizi o i
lavandini.
STRUMENTI

Credits: sapone.ilbello.it
Avremo bisogno necessariamente di:
- una bilancia da cucina;
- un paio di guanti;
- una mascherina per trattare la soda (che è corrosiva);
- un termometro (da cucina) per misurare la temperatura dei liquidi.
Un solaio, una cantina o un garage
costituiscono gli ambienti più adatti a lavorare con calma (senza
bambini o animali attorno) e procedere alla creazione del sapone.
1. SCIOGLIERE LA SODA CAUSTICA

Credits: benessere.atuttonet.it
[ATTENZIONE: Maneggiare la soda caustica può essere pericoloso]
In un recipiente di vetro o di ceramica aggiungete 300 grammi di acqua distillata (quella del Sindaco non va bene perché contiene cloro); attenzione che il processo di solubilizzazione della soda in acqua va fatto un pochino per volta perché la soda a contatto con l’acqua produce una reazione chimica
che la porta a schizzare dal recipiente (occhio ai vestiti); fate
inoltre attenzione perché tutto il liquido si scalda sino anche a 80°C.
Dopo aver sciolto tutta la soda caustica
in acqua, lasciate riposare il tutto in un posto tranquillo fino a che
la temperatura non scende di nuovo a 40-45°C.
2. PORTARE L’OLIO A 45° e UNIRLO AD ACQUA E SODA
In una pentola d’acciaio inox versate 1 litro di olio di oliva (va bene anche l’olio di mandorle o di cocco) e scaldatelo fino a portarlo ad una temperatura vicina ai 45°C.
Aggiungete (nella pentola
contenente l’olio) a poco a poco anche l’acqua con la soda disciolta. In
questo modo ha inizio il processo di saponificazione.
Con un cucchiaio di legno o un vecchio frullatore ad immersione amalgamate la crema (il sapone) che si forma.
3. DARE LA FORMA AL SAPONE

Credits: perduedanslafondue.wordpress.com
Versate il composto così ottenuto in
stampini di silicone; il tempo necessario affinché si solidifichi è di
minimo 24 ore. È buona norma coprire ed isolare gli stampini con stracci
molto spessi riponendoli in un luogo asciutto e fresco.
Le saponette che avrete realizzato andranno poi messe da parte per un mesetto prima di poterle utilizzare sulla pelle.
Quella appena terminata è la
preparazione di base del sapone, che si presta a numerose aggiunte per
realizzare il sapone “su misura”.
5. PERSONALIZZARE IL SAPONE CON FRAGRANZE A PIACERE

Credits: bella.it
Durante la fase di omogeneizzazione tra l’olio caldo e la soda diluita si possono aggiungere diversi ingredienti per personalizzare la saponetta:
- un cucchiaino di polvere di caffè o di argilla o pietra pomice per dare l’effetto “peeling” o “scrub” al sapone;
- dei coloranti naturali scelti dalla cucina per colorare il sapone che altrimenti sarebbe giallino (attenzione a scegliere sostanze che non aggrediscono la pelle come il cacao, lo zafferano, curcuma, cannella, ecc…)
- alcune gocce di olio essenziale ad uso cosmetico, oppure fiori e frutta, per dare al sapone la fragranza desiderata.
- si potrebbe usare anche il latte al posto dell’acqua o aggiungere miele, vaniglia, cannella o altri ingredienti da cucina per rendere il sapone più “goloso”. Attenzione però… poi il sapone non si mangia!
Insomma la ricetta illustrata è un buon
punto di partenza per creare in casa un accessorio di uso quotidiano che
la nostra inventiva e fantasia può portare persino a farne un originale
regalo.
- See more at: http://www.bagnidalmondo.com/come-fare-il-sapone-in-casa-la-ricetta-di-bagnidalmondo/#sthash.lN6bRjsg.dpu
Sapone Con Soda Caustica
Eccomi finalmente con la ricetta del mio primo sapone autoprodotto!
Faccio una piccola premessa: è assolutamente necessario e importante
rispettare le proporzioni tra gli ingredienti e fare attenzione nel
maneggiare la soda caustica che è altamente corrosiva. Prima di inziare
munirsi di guanti di plastica resistenti, una mascherina per le vie
respiratorie e degli occhialini di plastica. Inoltre ricordo che tutti
gli utensili che vengono a contatto con la soda non devono più essere
utilizzati per cucinare o contenere cibi.
giovedì 11 luglio 2013
Liscivia e pulizia come prodursela in casa
La liscìvia, popolarmente denominata lisciva e lìscia[1], è una soluzione alcalina contenente di solito idrossido di sodio, comunemente chiamato soda caustica, oppure idrossido di potassio; può essere ottenuta anche come miscela di sapone e carbonato, perborato o perossido di sodio.
Si tratta di un detersivo naturale a bassissimo impatto ambientale.
Nell'uso comune, come detergente per panni formato da una soluzione di
acqua e cenere, è sinonimo di rànno[1].
I primi saponi sono stati ottenuti con l'azione della liscivia sui grassi come olio d'oliva o sego; tale processo è conosciuto come saponificazione. L'abitudine ad adoperare la liscivia è molto antica.[2]
L'uso della cenere è documentato fino dai tempi dei Romani, e si
conserva per tutto il medioevo ed il Rinascimento con note presenti a
titolo esemplificativo anche in testi poetici. Dai paesi del nord Europa
viene poi l'uso di aggiungere materiale grasso animale o vegetale per
ottenere così un rudimentale sapone.
La liscivia è prodotta setacciando della cenere per eliminare grumi o
parti parzialmente incombuste. Disposta in una pentola, comunemente
usata per questo solo scopo e non di alluminio, la cenere viene
mescolata con cinque parti d'acqua (rapporto in volume). Portato ad
ebollizione, a fuoco lento e mescolando con frequenza, il composto viene
prima stabilizzato, controllandone l'ebollizione e poi lasciato cuocere
per circa 2 ore. Una bollitura prolungata ne causerà un eccessivo
aumento di forza, rendendola troppo aggressiva. Un accorgimento empirico
per testarne l'efficacia prevede che se ne passi una goccia sulla
lingua: se viene percepito un lieve pizzicore la liscivia è pronta.
Lasciata prima decantare e raffreddare, la liscivia viene filtrata
con un panno di cotone, prestando attenzione che la fondata formatasi
nel recipiente di bollitura non si sommuova. Si otterrà così un liquido
abbastanza limpido, facile da conservare, per lunghi periodi, in
recipienti di vetro o plastica.
Un metodo alternativo è quello a freddo. La cenere e l'acqua vengono
lasciati per un periodo di 3 settimane in un contenitore di plastica
(generalmente un secchio) mescolando almeno un paio di volte al giorno.
L'acqua si trasformerà pian piano in liscivia assorbendo i sali caustici
dalla cenere. Trascorso il periodo lasciar riposare per 1 giorno e
prelevare delicatamente con un mestolo la liscivia, versandola
direttamente in bottiglie di plastica o di vetro tramite un imbuto. La
forza della liscivia così ottenuta sarà leggermente inferiore a quella
ottenuta con il metodo a caldo ma il tempo di lavoro richiesto e
l'impatto ambientale saranno praticamente nulli.
Usata molto in passato come sbiancante,
sgrassante, disinfettante, pulizie domestiche, era anche usata per
l'igiene personale in forma estremamente diluita. Il suo potere
detergente è accompagnato da una blanda azione corrosiva, è giusto
considerare quest'aspetto in quanto, anche se naturale, la liscivia è di
per sé un prodotto non privo di controindicazioni.
Come detersivo per il bucato è apprezzato non solo per le sue proprietà pulenti ecofriendly ma anche per il costo ridotto.
Può essere usata per sgrassare padelle ed altre stoviglie molto
grasse versandone un poco direttamente sopra e strofinando con una
pezzetta. In caso di stoviglie molto unte il procedimento va ripetuto,
dopodiché è sufficiente un veloce risciacquo in acqua. Mentre si
effettua questo procedimento si vedrà formarsi una soluzione acquosa
giallognola data dalla reazione tra liscivia e grasso, ovvero l'inizio
di un processo di saponificazione.
Oltre alla liscivia, nel suo processo di produzione, si ottiene una
pasta di cenere che risulta altrettanto ottima per la pulizia delle
stoviglie. Oggi la liscivia può essere abbinata anche ad altri
detergenti come il più semplice sapone di Marsiglia, questo quando si è
in presenza di sporco resistente. Si ricorda però che essendo la
liscivia un prodotto alcalino,
non deve essere mescolato con sostanze acide, pena l'azzeramento di
qualsiasi effetto detergente in quanto darebbe origine a dei sali
neutri.
Fonte:
Come fare Metodo a freddo e caldo
La lisciva (o liscivia) è un preparato alcalino
naturale ricavato dalla cenere, molto utilizzato in passato come ottimo
detersivo per il bucato, pavimenti e stoviglie. Ha un costo di
preparazione praticamente nullo e non ha scadenza.
La lisciva si presenta incolore e può sembrare innocua ma è un detersivo molto potente e per questo va usata diluita in acqua. Può essere usata per pulire e sgrassare efficacemente le stoviglie, come sbiancante per il bucato o per potenziare l'azione pulente del sapone da bucato (è sconsigliata sui tessuti delicati perchè potrebbe nel tempo essere troppo aggressiva), per lavare vetri, pavimenti (diluita) e tutte le superfici in genere tranne marmo e legno che invece ne vengono corrosi. Per quanto riguarda la pulizia può essere sostituita completamente alla varechina (o candeggina), che invece è a base di cloro e per questo molto inquinante e dannosa per la nostra salute.
La lisciva si presenta incolore e può sembrare innocua ma è un detersivo molto potente e per questo va usata diluita in acqua. Può essere usata per pulire e sgrassare efficacemente le stoviglie, come sbiancante per il bucato o per potenziare l'azione pulente del sapone da bucato (è sconsigliata sui tessuti delicati perchè potrebbe nel tempo essere troppo aggressiva), per lavare vetri, pavimenti (diluita) e tutte le superfici in genere tranne marmo e legno che invece ne vengono corrosi. Per quanto riguarda la pulizia può essere sostituita completamente alla varechina (o candeggina), che invece è a base di cloro e per questo molto inquinante e dannosa per la nostra salute.
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