La liscìvia, popolarmente denominata lisciva e lìscia[1], è una soluzione alcalina contenente di solito idrossido di sodio, comunemente chiamato soda caustica, oppure idrossido di potassio; può essere ottenuta anche come miscela di sapone e carbonato, perborato o perossido di sodio.
Si tratta di un detersivo naturale a bassissimo impatto ambientale.
Nell'uso comune, come detergente per panni formato da una soluzione di
acqua e cenere, è sinonimo di rànno[1].
I primi saponi sono stati ottenuti con l'azione della liscivia sui grassi come olio d'oliva o sego; tale processo è conosciuto come saponificazione. L'abitudine ad adoperare la liscivia è molto antica.[2]
L'uso della cenere è documentato fino dai tempi dei Romani, e si
conserva per tutto il medioevo ed il Rinascimento con note presenti a
titolo esemplificativo anche in testi poetici. Dai paesi del nord Europa
viene poi l'uso di aggiungere materiale grasso animale o vegetale per
ottenere così un rudimentale sapone.
La liscivia è prodotta setacciando della cenere per eliminare grumi o
parti parzialmente incombuste. Disposta in una pentola, comunemente
usata per questo solo scopo e non di alluminio, la cenere viene
mescolata con cinque parti d'acqua (rapporto in volume). Portato ad
ebollizione, a fuoco lento e mescolando con frequenza, il composto viene
prima stabilizzato, controllandone l'ebollizione e poi lasciato cuocere
per circa 2 ore. Una bollitura prolungata ne causerà un eccessivo
aumento di forza, rendendola troppo aggressiva. Un accorgimento empirico
per testarne l'efficacia prevede che se ne passi una goccia sulla
lingua: se viene percepito un lieve pizzicore la liscivia è pronta.
Lasciata prima decantare e raffreddare, la liscivia viene filtrata
con un panno di cotone, prestando attenzione che la fondata formatasi
nel recipiente di bollitura non si sommuova. Si otterrà così un liquido
abbastanza limpido, facile da conservare, per lunghi periodi, in
recipienti di vetro o plastica.
Un metodo alternativo è quello a freddo. La cenere e l'acqua vengono
lasciati per un periodo di 3 settimane in un contenitore di plastica
(generalmente un secchio) mescolando almeno un paio di volte al giorno.
L'acqua si trasformerà pian piano in liscivia assorbendo i sali caustici
dalla cenere. Trascorso il periodo lasciar riposare per 1 giorno e
prelevare delicatamente con un mestolo la liscivia, versandola
direttamente in bottiglie di plastica o di vetro tramite un imbuto. La
forza della liscivia così ottenuta sarà leggermente inferiore a quella
ottenuta con il metodo a caldo ma il tempo di lavoro richiesto e
l'impatto ambientale saranno praticamente nulli.
Usata molto in passato come sbiancante,
sgrassante, disinfettante, pulizie domestiche, era anche usata per
l'igiene personale in forma estremamente diluita. Il suo potere
detergente è accompagnato da una blanda azione corrosiva, è giusto
considerare quest'aspetto in quanto, anche se naturale, la liscivia è di
per sé un prodotto non privo di controindicazioni.
Come detersivo per il bucato è apprezzato non solo per le sue proprietà pulenti ecofriendly ma anche per il costo ridotto.
Può essere usata per sgrassare padelle ed altre stoviglie molto
grasse versandone un poco direttamente sopra e strofinando con una
pezzetta. In caso di stoviglie molto unte il procedimento va ripetuto,
dopodiché è sufficiente un veloce risciacquo in acqua. Mentre si
effettua questo procedimento si vedrà formarsi una soluzione acquosa
giallognola data dalla reazione tra liscivia e grasso, ovvero l'inizio
di un processo di saponificazione.
Oltre alla liscivia, nel suo processo di produzione, si ottiene una
pasta di cenere che risulta altrettanto ottima per la pulizia delle
stoviglie. Oggi la liscivia può essere abbinata anche ad altri
detergenti come il più semplice sapone di Marsiglia, questo quando si è
in presenza di sporco resistente. Si ricorda però che essendo la
liscivia un prodotto alcalino,
non deve essere mescolato con sostanze acide, pena l'azzeramento di
qualsiasi effetto detergente in quanto darebbe origine a dei sali
neutri.
Fonte:
Come fare Metodo a freddo e caldo
La lisciva (o liscivia) è un preparato alcalino
naturale ricavato dalla cenere, molto utilizzato in passato come ottimo
detersivo per il bucato, pavimenti e stoviglie. Ha un costo di
preparazione praticamente nullo e non ha scadenza.
La lisciva si presenta incolore e può sembrare innocua ma è un detersivo molto potente e per questo va usata diluita in acqua. Può essere usata per pulire e sgrassare efficacemente le stoviglie, come sbiancante per il bucato o per potenziare l'azione pulente del sapone da bucato (è sconsigliata sui tessuti delicati perchè potrebbe nel tempo essere troppo aggressiva), per lavare vetri, pavimenti (diluita) e tutte le superfici in genere tranne marmo e legno che invece ne vengono corrosi. Per quanto riguarda la pulizia può essere sostituita completamente alla varechina (o candeggina), che invece è a base di cloro e per questo molto inquinante e dannosa per la nostra salute.
La lisciva si presenta incolore e può sembrare innocua ma è un detersivo molto potente e per questo va usata diluita in acqua. Può essere usata per pulire e sgrassare efficacemente le stoviglie, come sbiancante per il bucato o per potenziare l'azione pulente del sapone da bucato (è sconsigliata sui tessuti delicati perchè potrebbe nel tempo essere troppo aggressiva), per lavare vetri, pavimenti (diluita) e tutte le superfici in genere tranne marmo e legno che invece ne vengono corrosi. Per quanto riguarda la pulizia può essere sostituita completamente alla varechina (o candeggina), che invece è a base di cloro e per questo molto inquinante e dannosa per la nostra salute.
INGREDIENTI:
- Acqua
- Cenere da legna
- Cenere da legna
CONTENITORI E UTENSILI:
Metodo a caldo:
- Calderone (o grande pentola) in acciaio per la bollitura (non alluminio)
- Pentola d'acciaio o contenitore di plastica per la filtrazione
- Scolapasta
- Setaccio da farina
- Mestolo d'acciaio
- Pentola d'acciaio o contenitore di plastica per la filtrazione
- Scolapasta
- Setaccio da farina
- Mestolo d'acciaio
Metodo a freddo:
- Secchio o bidone di plastica
- Bastone per agitare
- Mestolo d'acciaio
- Bastone per agitare
- Mestolo d'acciaio
PROCEDIMENTO:
E' possibile preparare la lisciva sia con metodo a
caldo che con il metodo a freddo. Il primo è più rapido ma necessita di
più tempo da dedicare durante il procedimento, il secondo invece
richiede più tempo per ottenere il preparato ma pochissimo lavoro,
inoltre ha il vantaggio di non richiedere gas per la bollitura con
ulteriore riduzione dell'impatto ambientale.
METODO A FREDDO:
Setacciare finemente la cenere. Versare acqua e
cenere nel secchio di plastica in proporzione 5:1 (5 bicchieri di acqua
per ogni bicchiere di cenere) fino a riempirlo quasi completamente.
Lasciare per 3 settimane agitando ogni giorno il contenuto, se possibile
almeno due volte al giorno. La lisciva diventerà tanto più forte quanto
più viene agitata e lasciata "maturare". L'ultimo giorno non agitare
lasciando depositare completamente la cenere sul fondo, dopodichè usare
il mestolo per prelevare la lisciva (cercando di non smuovere la cenere)
e versarla in delle bottiglie di plastica o vetro.
METODO A CALDO:
Setacciare finemente la cenere. Versare acqua e
cenere nel calderone in proporzione 5:1 (5 bicchieri di acqua per ogni
bicchiere di cenere) fino a riempirlo, ma non completamente. Accendere a
fuoco lento e girare spesso fino a bollitura. Coprire con il coperchio e
continuare la bollitura per 2-3 ore a fuoco lento girando di tanto in
tanto (più dura la bollitura più la lisciva sarà forte). Dopo aver
lasciato raffreddare completamente (ci vogliono molte ore) vedrete la
cenere condensata nel fondo della pentola, mentre l'acqua sopra sarà la
lisciva vera e propria. A questo punto bisogna separare la lisciva dalla
cenere vuotandola lentamente in un secondo recipiente facendo
attenzione a non agitare troppo per non smuovere la cenere sul fondo.
Versare lentamente la lisciva nell'altro contenitore tramite lo
scolapasta sul quale è stato posto un panno di cotone fino
(preferibilmente bianco), il quale servirà a trattenere le impurità.
Lasciar riposare per 1 giorno e se necessario (impurità sul fondo)
ripetere l'operazione di travaso nuovamente (senza filtro stavolta). Nel
fondo del calderone invece è possibile recuperare la cenere rimasta ed
usarla ugualmente come ottimo detersivo per i piatti sia bagnata che
secca. Nel caso la si voglia mantenere farla seccare e riporla in un
contenitore di plastica. Quando necessario per il lavaggio delle
stoviglie staccarne un pezzettino e scioglierla in un bicchiere di acqua
calda.
La lisciva può essere mantenuta benissimo in bottiglie di plastica per molto tempo.
CENERE:
Anche la semplice cenere setacciata può essere usata
come ottimo detersivo per i piatti aggiungendone una piccola quantità
nell'acqua della bacinella. Ha un ottimo potere sgrassante e a
differenza dei detersivi commerciali si toglie con un risciacquo
velocissimo che permette in più di risparmiare molta acqua.
Fonte:
Nessun commento:
Posta un commento